Presentata la produzione dell’opera di Giuseppe Verdi curata dal Laboratorio Lirico. Ingresso gratuito fino a esaurimento posti, nell’ambito delle celebrazioni per i 40 anni del Conservatorio irpino.
AVELLINO – Il Conservatorio “Domenico Cimarosa” porta sul palcoscenico del Teatro Comunale Carlo Gesualdo di Avellino uno dei capolavori più amati del repertorio operistico: La Traviata di Giuseppe Verdi, su libretto di Francesco Maria Piave. L’appuntamento è per domenica 25 ottobre, alle ore 20, con ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
La produzione, curata dal Laboratorio Lirico del Conservatorio, è stata presentata questa mattina nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte la presidente dell’istituzione, Giuliana Franciosa, la direttrice uscente Maria Gabriella Della Sala, il neo direttore Massimo Testa, il regista e curatore dello spazio scenico Giuseppe Sollazzo e il direttore di produzione Alfonso Todisco.
L’iniziativa assume un significato particolare perché si inserisce nelle celebrazioni per il quarantesimo anniversario del Conservatorio irpino e conferma il ruolo del Cimarosa nella formazione dei giovani musicisti e nella promozione culturale del territorio.
Una produzione che coinvolge studenti e docenti
L’allestimento riunisce allievi, docenti e professionalità del Conservatorio, affiancati da artisti di riconosciuta esperienza. La direzione d’orchestra è affidata al maestro Carlo Goldstein, mentre la regia e la cura dello spazio scenico portano la firma di Giuseppe Sollazzo. Gli elementi scenici e le maschere sono realizzati da Gennaro Vallifuoco, i costumi da Maddalena Marciano, i movimenti coreografici da Simona Barattolo e la direzione del coro è affidata al maestro Luciano Branno.
Orchestra, coro e cast vocale sono interamente curati dal Conservatorio “Domenico Cimarosa”, in un progetto che trasforma la formazione accademica in un’esperienza concreta di produzione e lavoro sul palcoscenico.
Franciosa: «La musica deve essere parte della vita della città»
La presidente Giuliana Franciosa ha sottolineato il valore artistico e istituzionale dell’iniziativa, indicandola come espressione della volontà di aprire sempre più il Conservatorio alla città e alla provincia.
«La rappresentazione de La Traviata – ha dichiarato – è un segnale concreto della direzione che abbiamo scelto: portare la musica fuori dalle aule e renderla parte integrante della vita culturale della città e dell’intera provincia».
Franciosa ha evidenziato il lavoro svolto per valorizzare le competenze di studenti e docenti e rafforzare le collaborazioni culturali, con l’obiettivo di rendere il Cimarosa un punto di riferimento sempre più autorevole anche nel panorama nazionale. Il quarantesimo anniversario, ha aggiunto, rappresenta non soltanto l’occasione per celebrare la storia dell’istituzione, ma anche un momento per guardare al futuro e affrontare le sfide ancora aperte, a partire dalla disponibilità di spazi adeguati alle potenzialità del Conservatorio.
Della Sala: «Il Laboratorio Lirico trasforma la formazione in esperienza»
Per la direttrice uscente Maria Gabriella Della Sala, La Traviata rappresenta una nuova tappa di un percorso di crescita che, nel corso dei suoi sei anni di mandato, ha portato il Conservatorio ad ampliare l’offerta formativa e a rafforzare le attività di produzione artistica e ricerca.
Della Sala ha posto l’accento soprattutto sul valore del Laboratorio Lirico, attraverso il quale gli studenti di canto, strumento, direzione d’orchestra, maestro collaboratore e tecnologie del suono partecipano alla realizzazione di uno spettacolo completo.
«Non si tratta soltanto di studiare l’opera, ma di produrla, portandola sul palcoscenico di un teatro e trasformando la formazione in esperienza concreta», ha spiegato.
Le produzioni realizzate negli anni al Teatro Carlo Gesualdo – Le nozze di Figaro di Mozart, Il matrimonio segreto di Domenico Cimarosa, L’elisir d’amore di Donizetti e ora La Traviata di Verdi – testimoniano, secondo Della Sala, la continuità del progetto e la capacità dell’istituzione di mettere in campo competenze artistiche e tecniche maturate al proprio interno.
La direttrice uscente ha inoltre richiamato l’importanza del rapporto tra Conservatorio e Teatro, auspicando una programmazione stabile che possa offrire occasioni di lavoro ai giovani professionisti formati in città e contribuire allo sviluppo culturale di Avellino.
Testa: «Proseguire e consolidare il progetto Opera»
Il neo direttore Massimo Testa ha definito la produzione il coronamento di un percorso che ha consentito al Cimarosa di consolidare la propria proposta operistica.
«Per il futuro conto di proseguire sulla strada faticosamente intrapresa, consolidando il progetto Opera con uno sguardo al nostro Teatro Carlo Gesualdo e, perché no, puntando a portarlo all’esterno in ulteriori e più suggestive dimensioni artistiche», ha affermato.
Sollazzo: «Violetta è una donna senza tempo»
Al centro della lettura registica di Giuseppe Sollazzo c’è la figura di Violetta Valery, protagonista di una vicenda che supera i confini della propria epoca e continua a interrogare il pubblico contemporaneo.
«Violetta Valery è una donna senza tempo», ha spiegato il regista, che mette in relazione il personaggio verdiano con la figura storica di Alphonsine Plessis, la cortigiana parigina che ispirò Alexandre Dumas figlio per La signora delle camelie, opera da cui Verdi trasse il soggetto per La Traviata.
Nella visione di Sollazzo, il dramma individuale della protagonista diventa uno specchio delle contraddizioni sociali e della doppia morale: una società che condanna pubblicamente ciò che privatamente desidera e che non concede a Violetta la possibilità di riscattarsi attraverso l’amore.
La malattia della protagonista assume così un significato più ampio, diventando il simbolo di una comunità incapace di superare pregiudizi e convenzioni. Una storia che, nelle parole del regista, conserva una forte attualità perché racconta una donna che, al di là del tempo e delle circostanze, ha bisogno d’amore.
Todisco: «Una macchina organizzativa che coinvolge cento studenti»
Il direttore di produzione Alfonso Todisco ha illustrato il lavoro necessario per realizzare lo spettacolo, frutto della collaborazione di circa cento studenti, dieci docenti, personale amministrativo, coadiutori e maestranze.
Le prove d’orchestra e quelle di regia iniziano almeno un mese prima dell’appuntamento, per intensificarsi nella settimana conclusiva con l’allestimento in teatro.
«È una macchina organizzativa complessa, resa possibile dalla collaborazione e dall’impegno di tutti», ha sottolineato Todisco, evidenziando come le produzioni operistiche rappresentino un’importante opportunità didattica e professionale per gli studenti. Da quattro anni il Conservatorio promuove spettacoli lirici, consolidando un percorso che unisce formazione, produzione artistica e apertura al pubblico.
L’appuntamento con La Traviata è dunque per domenica 25 ottobre alle ore 20 al Teatro Comunale Carlo Gesualdo di Avellino. L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

