In uscita il 20 novembre per Squilibri, il libro curato da Antonello Zanda e Sergio Naitza raccoglie 135 fotografie, in gran parte inedite, e contributi di Uliano Lucas, Elisa Medde e Felice Tiragallo. Un viaggio per immagini nella Sardegna sospesa tra tradizione e modernità.
Per oltre quarant’anni Fiorenzo Serra ha raccontato la Sardegna attraverso il cinema documentario, lasciando una testimonianza preziosa delle profonde trasformazioni che, negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, hanno investito le civiltà agro-pastorali dell’isola. Meno conosciuta è invece la sua attività di fotografo, rimasta a lungo nell’ombra e oggi riscoperta grazie al ritrovamento, nei suoi archivi, di oltre duecento scatti.
Da questo patrimonio nasce Fiorenzo Serra. Lo sguardo prima del cinema, il volume in uscita il 20 novembre per Squilibri, a cura di Antonello Zanda e Sergio Naitza. Il libro raccoglie 135 fotografie, in gran parte pubblicate per la prima volta, che restituiscono la forza di uno sguardo capace di coniugare rigore documentario e sensibilità poetica.
Le immagini raccontano l’anima di una Sardegna sospesa tra mondo arcaico e modernità, restituendo volti, paesaggi, gesti quotidiani e tradizioni di una società nel pieno di una trasformazione storica e culturale.
La fotografia come forma essenziale dello sguardo
Il volume si avvale dei contributi di Uliano Lucas, con Tatiana Agliani, Elisa Medde e Felice Tiragallo, che approfondiscono l’opera di Serra collocandola nel più ampio panorama della fotografia documentaria italiana e dell’antropologia visuale.
Il percorso editoriale si articola in cinque sezioni: Volti, Paesi e paesaggi, La vita quotidiana, Il rito e la festa e Il lavoro e l’economia tradizionale. Un itinerario che compone un ampio affresco del rapporto tra persone, territori e tempo, confermando la capacità narrativa di un autore che ha saputo raccontare la Sardegna nel momento cruciale del suo cambiamento.
Osservando le fotografie, emerge con chiarezza come l’immagine fissa non rappresentasse per Serra un linguaggio secondario rispetto al cinema. Al contrario, la fotografia sembra costituire la forma più essenziale del suo sguardo: una sintesi capace di racchiudere in un singolo scatto la profondità di una storia e la complessità di un mondo.
Ogni fotografia diventa così una sorta di «contrazione cinematografica», mentre ogni documentario restituisce al tempo la forza narrativa dell’immagine. È in questo dialogo tra fotografia e cinema che si rivela la cifra più autentica del lavoro di Serra, autore capace di trasformare l’osservazione in conoscenza e le immagini in strumenti di memoria.
Due curatori tra cinema, ricerca e memoria
Antonello Zanda, direttore della Cineteca Sarda, ha dedicato saggi, volumi, mostre e progetti a figure e temi centrali della cultura audiovisiva, occupandosi, tra gli altri, di Fiorenzo Serra, Vittorio De Seta, Antonio Gramsci e Antonio Sini, oltre che del cinema sardo nel suo complesso.
Sergio Naitza, giornalista, critico cinematografico e regista, ha pubblicato numerose monografie dedicate a diversi autori, da Pedro Almodóvar a Joseph Losey, e realizzato documentari legati alla memoria del cinema, con particolare attenzione anche alla produzione sarda.
Con Fiorenzo Serra. Lo sguardo prima del cinema, i due curatori contribuiscono a riportare alla luce una parte significativa dell’opera di un autore che ha saputo documentare un passaggio decisivo della storia dell’isola. Le fotografie raccolte nel volume non rappresentano soltanto una riscoperta artistica, ma anche un patrimonio di memoria collettiva: immagini capaci di parlare al presente e di trasmettere alle nuove generazioni la storia, le identità e le trasformazioni della Sardegna.

