Dai racconti popolari del Cilento alle leggende di Napoli, un libro dedicato al patrimonio folkloristico di tutte le province campane, pubblicato da Artebaria Edizioni.
La Campania è una terra in cui storia e folklore si intrecciano da secoli. Dai borghi dell’entroterra alle città costiere, ogni area conserva racconti legati a castelli, personaggi leggendari, presenze misteriose e credenze che hanno alimentato l’immaginario delle comunità locali. A questo patrimonio è dedicato Campania. Misteri e Leggende, il libro di Mario Contino pubblicato nel 2026 da Artebaria Edizioni.
In 216 pagine, l’autore accompagna il lettore attraverso le diverse province della regione, offrendo uno sguardo sulle narrazioni che ne caratterizzano la cultura popolare. Napoli, con le sue celebri figure folkloristiche, è parte di un itinerario più ampio che comprende anche il Casertano, il Beneventano, l’Irpinia, il Salernitano e il Cilento. Territori differenti, ciascuno con le proprie storie, nei quali le leggende si sono sviluppate in rapporto alla storia locale, alle credenze religiose e alle caratteristiche dei luoghi.
Per Contino, nato ad Agropoli nel 1986, questo lavoro assume anche un significato personale: significa tornare idealmente nella propria terra d’origine e raccontarne le peculiarità attraverso una prospettiva che unisce divulgazione e ricerca folkloristica.
Scrittore e ricercatore, Contino ha pubblicato diversi libri dedicati alle leggende e alle tradizioni popolari. In questo volume rivolge l’attenzione a un patrimonio narrativo che comprende racconti fantastici, antiche superstizioni e vicende associate a luoghi reali. Storie che, al di là della loro veridicità storica, permettono di comprendere come le comunità del passato interpretassero eventi insoliti, paure e fenomeni difficili da spiegare.
Campania. Misteri e Leggende si rivolge agli appassionati di folklore e storia locale, ma anche a chi desidera conoscere una regione attraverso le narrazioni che ne hanno accompagnato lo sviluppo culturale. Il libro di Contino restituisce così spazio a un aspetto spesso meno visibile dell’identità campana: quello costruito nel tempo attraverso racconti, credenze e tradizioni differenti da un territorio all’altro.

