RA.I.D. Festivals, a Mercogliano quattro sguardi sulla danza contemporanea

Il 9 e 10 ottobre il Teatro 99Posti ospita Lost Movement, Movimento Danza, Con.Cor.D.A. e Borderlinedanza. In scena il rapporto con l’altro, la memoria del teatro, la spiritualità e la ricerca di una nuova consapevolezza.

Quattro spettacoli, quattro differenti traiettorie per raccontare il corpo e le sue relazioni con l’altro, con lo spazio, con la memoria e con ciò che lo circonda. Il Teatro 99Posti di Mercogliano si prepara ad accogliere, venerdì 9 e sabato 10 ottobre, una nuova tappa di RA.I.D. Festivals, la rassegna diretta artisticamente da Maria Teresa Scarpa, con due serate dedicate alla ricerca coreografica contemporanea.
Si comincia venerdì 9 ottobre alle 20 con After All di Lost Movement, coreografia di Giovanni Careccia e Christian Consalvo, interpretata da due danzatori. Un lavoro breve, della durata di 20 minuti, costruito intorno all’idea del “dopotutto”: ciò che resta dopo un’esperienza, dopo un incontro, dopo quei momenti che, anche quando sembrano appartenere al passato, continuano a lasciare una traccia.
After All prende la forma di un cerchio che sembra non riuscire a chiudersi, metafora di una relazione che cambia, si mette alla prova e finisce per tornare alle proprie origini. I due interpreti si muovono dentro una quotidianità attraversata dai condizionamenti della società contemporanea, alla ricerca di una dimensione più essenziale, priva di schemi e sovrastrutture. Il corpo diventa così memoria di ciò che è stato, ma anche possibilità di trasformazione.
Alle 20.30 la serata prosegue con Il Quadrato Rosso e la Poltrona – Una storia d’amore di Movimento Danza, coreografia di Gabriella Stazio. Un evento coreografico site specific nel quale anche gli elementi dello spazio diventano parte della narrazione. Un tappeto rosso, simbolo del teatro ma anche della passione, e una poltrona, luogo fisico dello spettatore, costituiscono il punto di partenza per un incontro tra danza, teatro e pubblico. Il lavoro costruisce una sorta di dialogo tra chi agisce sulla scena e chi la osserva. Il titolo, il colore, gli oggetti e il gesto diventano tasselli di una composizione nella quale la relazione con lo spazio modifica la percezione dell’azione coreografica. Una “storia d’amore” che non viene raccontata attraverso le parole, ma affidata al corpo e al rapporto tra interpreti, spazio e spettatori.
La seconda serata, sabato 10 ottobre, si apre alle 20 con Stabat Mater di Con.Cor.D.A./Movimentoinactor Teatrodanza, coreografia di Flavia Bucciero, con Iolanda Del Vecchio e Grazia Montelione. La celebre composizione di Giovanni Battista Pergolesi diventa il punto di incontro tra musica sacra e danza contemporanea, in un lavoro che si confronta con una delle pagine più intense del repertorio musicale. In scena emergono le figure delle due Marie, la madre di Cristo e la Maddalena, attraverso una coreografia che non si limita ad accompagnare la partitura, ma ne raccoglie il dolore, la spiritualità e la dimensione emotiva trasformandoli in movimento. Suono e gesto procedono insieme, dando vita a una rilettura contemporanea nella quale la danza diventa un ulteriore strumento per attraversare una materia universale come quella della perdita e della sofferenza.
A chiudere la serata, alle 21, sarà Anabasis di Borderlinedanza, con coreografia di Mara Noto e Rita Esposito. Al centro del lavoro ci sono due figure profondamente legate, quasi l’una fosse il riflesso e l’alter ego dell’altra. Un rapporto che inizialmente si manifesta attraverso protezione, sostegno e reciprocità e che, progressivamente, conduce verso una nuova consapevolezza. Il percorso delle due protagoniste passa attraverso la necessità di riconoscersi nell’altra e, nello stesso tempo, di liberarsi dai ruoli che le hanno unite. Quello che inizialmente appare come uno scudo diventa così un trampolino: il confronto non è più un limite, ma la spinta per crescere. Anabasis racconta un viaggio condiviso e insieme individuale, nel quale la relazione diventa strumento per ritrovare forza, identità e una connessione più profonda.
Due serate che compongono un piccolo atlante della danza contemporanea, nel quale non esiste un unico modo di raccontare il corpo: può essere memoria di una relazione, elemento dello spazio teatrale, tramite di una dimensione spirituale o strumento attraverso cui riconoscere l’altro e se stessi.