Cardiopatie congenite dell’adulto, al Monaldi i massimi esperti internazionali: il reparto dell’Azienda dei Colli come modello assistenziale

Dalle nuove tecniche di imaging all’intelligenza artificiale, dalle procedure mini-invasive per il trattamento delle aritmie ai pacemaker senza fili, fino alla gestione dello scompenso cardiaco, della gravidanza e dell’attività fisica. Il futuro della cura dei pazienti adulti con cardiopatie congenite è al centro del Joint International Congress in Adult Congenital Heart Disease, in corso oggi e domani nell’Aula Magna dell’Ospedale Monaldi dell’Azienda Ospedaliera dei Colli. L’appuntamento riunisce il 15° International Monaldi Adult Congenital Heart Disease Symposium e il 4° ACHD Academy Update, portando a Napoli specialisti dai più importanti centri italiani ed europei. Tra le presenze di maggiore rilievo quella di Cecilia Linde, presidente della European Society of Cardiology, protagonista della keynote lecture dedicata alla costruzione dell’eccellenza nella cura delle cardiopatie congenite dell’adulto e al ruolo della formazione specialistica europea. Un confronto internazionale che valorizza anche l’esperienza maturata al Monaldi dalla UOC Cardiopatie Congenite dell’Adulto ed Aritmie Congenite e Familiari, diretta da Berardo Sarubbi, unica unità operativa in Italia specificamente dedicata a queste patologie. Un modello assistenziale nato oltre venticinque anni fa e cresciuto attraverso l’integrazione tra cardiologia clinica, imaging avanzato, emodinamica interventistica, elettrofisiologia, cardiochirurgia e trattamento dello scompenso. «I progressi della cardiochirurgia e della cardiologia pediatrica hanno cambiato completamente la storia naturale di queste malattie: oggi la grande maggioranza dei bambini con una cardiopatia congenita raggiunge l’età adulta – sottolinea Berardo Sarubbi –. Questo successo della medicina ci pone davanti a una nuova responsabilità: accompagnare questi pazienti lungo tutta la vita, affrontando non soltanto aritmie, scompenso o problemi valvolari, ma anche aspetti come lavoro, attività fisica, gravidanza e qualità della vita. La presenza a Napoli di alcuni tra i maggiori esperti internazionali conferma il ruolo che il Monaldi ha saputo costruire in questo settore». Il programma affronta alcune delle aree oggi maggiormente innovative: diagnostica avanzata, intelligenza artificiale, sostituzione percutanea delle valvole, nuove strategie di ablazione, sistemi di stimolazione cardiaca leadless, monitoraggio remoto e dispositivi indossabili. Spazio anche alla transizione dall’età pediatrica a quella adulta, alla fertilità e alla gravidanza nelle donne con cardiopatie congenite e alle nuove strategie per lo scompenso cardiaco. «Questo congresso rappresenta il riconoscimento di un patrimonio di competenze costruito negli anni all’interno dell’Azienda Ospedaliera dei Colli – afferma il direttore generale Anna Iervolino –. Il Monaldi riesce oggi a essere contemporaneamente luogo di cura ad altissima specializzazione e punto di incontro della comunità scientifica internazionale. Investire nelle competenze, nella ricerca e nell’innovazione significa offrire ai pazienti percorsi sempre più avanzati e, allo stesso tempo, rafforzare la capacità della sanità campana di attrarre professionisti e pazienti anche da altre regioni». Il congresso è diretto scientificamente da Margarita Brida, Michael A. Gatzoulis, Berardo Sarubbi e Giancarlo Scognamiglio e proseguirà fino a domani, 3 ottobre, con sessioni dedicate alle più recenti prospettive diagnostiche, terapeutiche e assistenziali per una popolazione di pazienti destinata a crescere nei prossimi anni.