Giovedì 1 ottobre il giornalista, regista e fotografo presenta il suo nuovo libro in dialogo con Luciano Benini.
Dall’Etiopia alla Romagna, dalla siccità alle alluvioni, passando per guerre, migrazioni e disuguaglianze. È un viaggio attraverso alcune delle grandi questioni del nostro tempo quello proposto da Valerio Nicolosi con Ecoguerra, il libro che sarà presentato giovedì 1 ottobre alle 18.00 nella Chiesa di Santa Maria del Gonfalone a Fano, nell’ambito della XXIX Settimana Africana Regionale. Nicolosi, giornalista, podcaster, regista e fotografo da anni impegnato nel racconto delle tematiche sociali, delle rotte migratorie e del Medio Oriente, sarà in dialogo con Luciano Benini, fisico sanitario e ambientale e autore del libro Quale energia per quale società.
Ecoguerra parte da una constatazione sempre più evidente: il cambiamento climatico non è soltanto una questione ambientale, ma ha conseguenze profonde sulla vita delle persone, sulle disuguaglianze e sugli equilibri sociali. Il libro conduce il lettore dalle terre aride del Sud dell’Etiopia, dove non piove da sette anni, fino alla Romagna colpita da piogge torrenziali e alluvioni, mettendo in relazione fenomeni apparentemente lontani. L’incontro sarà anche l’occasione per approfondire il lavoro di Nicolosi nel campo dell’informazione e del racconto della contemporaneità, tra reportage, fotografia, libri e podcast.
È consigliata la prenotazione su Eventbrite.
Il premio “Ho l’Africa nel Cuore”
Cresce l’attesa per uno degli appuntamenti centrali della Settimana Africana: venerdì 2 ottobre alle 21.00, nella Chiesa di Santa Maria del Gonfalone a Fano, sarà consegnato il premio “Ho l’Africa nel Cuore” a Hilarry Sedu. Avvocato del Foro di Napoli, Sedu si occupa in particolare della tutela dei diritti delle persone migranti e delle fasce più deboli della popolazione. Nel suo lavoro si occupa in prima persona della tutela dei diritti delle persone migranti e delle fasce più fragili della popolazione, dando voce a chi si trova spesso a dover rivendicare diritti già riconosciuti ma non sempre pienamente accessibili o rispettati.

