BRUSCIANO – Una nuova pagina della storia di Brusciano legata alla Seconda guerra mondiale viene ricostruita dal sociologo Antonio Castaldo, autore di diverse ricerche dedicate alle vicende dei militari e dei civili bruscianesi coinvolti nel conflitto. Al centro dell’ultimo approfondimento c’è Luigi Sodano, nato a Brusciano il 20 marzo 1919 e morto l’11 febbraio 1945 durante un evento bellico.
La vicenda si colloca negli anni drammatici seguiti all’8 settembre 1943, quando l’annuncio dell’armistizio con gli Alleati determinò la dissoluzione dell’assetto militare italiano e l’occupazione tedesca di gran parte del Centro e del Nord del Paese. In questo contesto, il 23 settembre 1943 venne costituita la Repubblica Sociale Italiana, mentre numerosi militari italiani furono catturati dai tedeschi e internati.
Secondo la ricostruzione proposta da Castaldo, tra coloro che aderirono alla RSI vi fu anche Luigi Sodano. Le ricerche condotte dal sociologo hanno consentito di ricostruire il luogo e la data della sua morte, avvenuta l’11 febbraio 1945 a Gallicano, in provincia di Lucca, a quota 437, nel corso di un conflitto a fuoco.
La banca dati dedicata ai caduti della RSI, consultata da Castaldo già nel 2012, riporta Sodano come tenente del Corpo della 1ª Divisione Bersaglieri Italia, 1° Reggimento.
La sua morte trova riscontro anche nei registri anagrafici del Comune di Brusciano, dove viene indicata come conseguenza di «ferite di armi da fuoco per eventi bellici».
A ricordare Luigi Sodano è anche il loculo marmoreo custodito nel cimitero comunale di Brusciano, presso la cappella della famiglia. Sulla lapide viene indicato come «S. Ten. Sodano Luigi», con la data di nascita e quella della caduta a quota 437, accompagnate da un epitaffio che ne ricorda la fede religiosa, l’amore per la famiglia e la dedizione alla patria.
Di fronte al loculo del giovane militare si trovano quelli dei genitori, Antonio Sodano, avvocato e giureconsulto, e Giulia Sodano, descritta nell’iscrizione funeraria come moglie e madre. La lapide del padre ne ricorda anche l’opposizione alla dittatura e l’impegno per la giustizia sociale e l’uguaglianza nella libertà.
La ricerca di Castaldo si inserisce in un più ampio lavoro sulla memoria della Seconda guerra mondiale a Brusciano, che ha già riguardato le vittime civili dei bombardamenti del 1943, gli Internati Militari Italiani prigionieri in Germania e la storia di Emanuele Esposito, il partigiano bruscianese conosciuto con il nome di battaglia «Sbarazzino», attivo in Piemonte.
Nel suo approfondimento, Castaldo sottolinea la necessità di distinguere il piano umano da quello storico e politico. Il ricercatore afferma infatti di voler mantenere «l’equanime pietà per tutti i morti» sul piano umano, etico e religioso, distinguendo però, sul piano delle scelte politiche e militari, tra chi combatté per la Liberazione dal nazifascismo e per la nascita dell’Italia democratica e chi invece combatté al fianco delle forze tedesche e della RSI.
Un approccio che, nelle parole del sociologo, mira a ricostruire, analizzare e illustrare i fatti attraverso la ricerca storica, senza trasformare lo studio del passato in un giudizio sulle persone, ma mantenendo distinta la valutazione storica delle scelte compiute durante uno dei periodi più drammatici della storia italiana.

