ROMA – Ripensare il rapporto tra centro e margine, mettendo a confronto esperienze, progetti e modelli sociali innovativi sviluppati nelle aree interne italiane. È questo l’obiettivo di “INTERNA-mente”, l’incontro in programma il 25 settembre a Roma, nella sede dell’Associazione Italiana Coltivatori (AIC) di via Nazionale 230, nell’ambito della manifestazione nazionale Rome Future Week.
L’iniziativa è promossa dall’AIC e dall’associazione Not Ordinary Innovations ETS, con la partnership di ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, EnterprisinGirls e A scuola per Abitare. La giornata sarà dedicata a una conversazione a più voci sui cambiamenti che interessano i territori lontani dai grandi centri urbani e sulle esperienze nate per contrastare fenomeni come spopolamento, calo demografico, emigrazione giovanile e carenza di servizi.
L’abbandono dei piccoli centri e delle aree più difficilmente collegate ai poli urbani produce conseguenze sul piano sociale, economico e ambientale. Da qui la necessità, evidenziata dagli organizzatori, di mettere in rete chi da anni lavora sul territorio sperimentando soluzioni e pratiche rivolte alle comunità locali.
«Le aree interne rappresentano un interesse primario per il settore primario», sottolinea Giuseppino Santoianni, presidente nazionale dell’Associazione Italiana Coltivatori, richiamando gli scenari demografici previsti per i prossimi anni. Secondo le stime citate, entro dieci anni il declino demografico potrebbe riguardare il 78,9% dei Comuni delle aree interne, percentuale destinata a raggiungere l’82,1% nell’arco di vent’anni. «Dietro questi numeri – aggiunge – ci sono comunità che rischiano di scomparire e, con esse, imprese agricole e attività ecosistemiche che oggi contribuiscono a mantenere vivi questi territori».
A moderare l’incontro sarà Francesca Vitelli, direttrice di Not Ordinary Innovations e presidente di EnterprisinGirls. Il confronto partirà anche dai dati sulla popolazione residente nelle aree interne, che secondo quanto riportato dagli organizzatori ammonta a circa 13,3 milioni di persone, pari al 22,6% della popolazione italiana.
«Dobbiamo ripensare un modello socio economico nel quale non esistano cittadini di serie A e di serie B e chi vive nelle aree interne possa essere partecipe di attività di rigenerazione sociale e culturale», afferma Vitelli, spiegando che l’appuntamento del 25 settembre vuole essere soprattutto «un momento di ascolto e confronto» tra persone e realtà che quotidianamente operano nei territori, sperimentano nuove strade e costruiscono percorsi di sviluppo.
La prima parte della mattinata vedrà gli interventi di Giuseppino Santoianni, Luigi Di Marco della segreteria generale ASviS, Gianluca Palma, attivista e saggista salentino e ideatore del progetto “La Scatola di Latta”, Giuseppe Pace, primo ricercatore presso il CNR, Virgilio Caivano, presidente del Coordinamento Nazionale Piccoli Comuni Italiani, Pina Foti, presidente di Italian in Italy, Leoluca Pollara, coordinatore nazionale AIC Giovani, e Pasquale Luca Nacca, componente dell’intergruppo parlamentare Sviluppo Sud, Aree Fragili e Isole minori.
Nacca porterà all’incontro anche l’esperienza dell’associazione Insieme per Avellino e l’Irpinia, impegnata in attività rivolte alle aree interne, con particolare attenzione ai servizi essenziali e alla crescita delle comunità.
«Il cambiamento climatico in atto è un aspetto che si aggiunge alla possibilità di valorizzare piccoli centri che, per caratteristiche geomorfologiche, godono di aria pulita e di un contesto naturale che offre ossigenazione, ombreggiamento e possibilità di evitare isole di calore», spiega Nacca.
La seconda parte della mattinata sarà invece dedicata alle “Voci di dentro…”, con testimonianze e best practice provenienti da diversi territori italiani. Interverranno Luigi Bruno, presidente di proCASTELLO APS, Viola D’Ettore, architetta specializzata nel restauro e nella valorizzazione del patrimonio culturale, Manuela Dragone, professionista della comunicazione e docente, Arduino Fratarcangeli, ideatore di RESMED – Rete di Economia Solidale del Mediterraneo, Davide Liberato lo Conte, docente alla Sapienza Università di Roma e socio dell’associazione Give Back – Giovani Aree Interne, Amelia Stoduto, giornalista e copywriter della narrazione territoriale, Amalia Temperini, operatrice culturale e consigliera comunale di Cellino Attanasio, e Felice Scaglione, presidente dell’associazione Onde Giovani.
Il filo conduttore della giornata sarà dunque il rapporto tra centro e margine, con l’obiettivo di condividere esperienze e strumenti capaci di valorizzare le aree interne e rafforzare le comunità che le abitano. Agricoltura, cultura, servizi, innovazione sociale, ambiente e partecipazione diventano così ambiti attraverso cui immaginare nuove strategie per territori che affrontano da anni profonde trasformazioni demografiche ed economiche.

