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A nove mesi da “Il meglio di me”, il cantautore piacentino chiude i conti con il proprio periodo buio e lo fa con un pezzo elettropop costruito per far ballare. Nel gennaio 2026 Orfeo pubblicava “Il meglio di me”, un brano dalle sonorità urban cupe, con un verso che ne riassumeva l’intera tensione: “Ho sentito il diavolo bussare alla mia testa”. Nella seconda strofa di “Ma quanto sto bene”, in uscita il 9 Ottobre, quella figura torna ma stavolta è il cantautore a dettare le condizioni: “se mi parla disfo pure il diavolo”. I due singoli vanno letti insieme. Sono lo stesso racconto diviso in due tempi, e questo è il tempo in cui si esce di casa. Il brano è dichiaratamente autobiografico e non nasconde da dove arriva. La seconda strofa è la parte più esposta del pezzo, “non mi vergogno a dire che ho pianto da morire”, e contiene la riga che più di altre lo rende insolito nel suo genere: “chi ha detto che i boys non piangono? Solo poche volte fingono”. Un’ammissione del genere finisce di norma dentro una ballad al pianoforte. Orfeo la infila invece in mezzo a un pezzo pensato per la pista, scelta che le toglie ogni solennità e le dà più peso. |
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La produzione tiene insieme due sensibilità distinte: da un lato un’impronta internazionale organica suonata, dall’altro una ricerca elettronica che guarda all’alternative rock e all’elettropop contemporaneo. L’incastro tra le due spiega la dinamica del brano, che nelle strofe resta asciutto e nel ritornello si apre. Lì la voce si scioglie in un vocalizzo ripetuto “ora sto bene, ma quanto sto bene” e il pezzo si consegna al suo drop: “bam bam bam”, che l’autore descrive come un battito cardiaco e che, non a caso, non si risolve. Il brano non chiude, continua a pulsare fino alla fine. Merita attenzione anche la lingua. Orfeo scrive come parla la sua generazione, alternando italiano e slang anglofono senza la minima preoccupazione di coerenza: il banner, la beer, la nite, “sta people che ne sa di me?”, “mi fissano tipo stalker” e ci innesta dentro il dettaglio più domestico possibile, quella mamma della prima strofa. È da quell’accostamento, più che dai contenuti dichiarati, che si capisce quanto il pezzo sia scritto da dentro: nessuno costruisce a tavolino un lessico così sbilanciato. “Ma quanto sto bene” sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 9 Ottobre. Dopo il buio, per una volta, non c’è una riflessione sul buio: c’è una cassa dritta. |
Orfeo si lascia il buio alle spalle: “Ma quanto sto bene” esce il 9 Ottobre

