Il cantautore avellinese Andrea Pinto sale sul podio del Concorso Nazionale “Carlo Gesualdo”: terzo posto con un’intensa opera sulla guerra e la crisi dell’umanità

Unanime il consenso di pubblico e giuria, profondamente scossi dall’interpretazione viscerale e dall’alto valore letterario del brano. Il risultato dà lustro anche all’impegno culturale e sociale della Sonic Muse Ets.

GESUALDO – Si è tenuta sabato 12 settembre, nella cornice storica di Palazzo Pisapia, situato nel cuore del centro storico e adagiato ai piedi del maestoso e monumentale castello del celebre principe dei musici, la cerimonia di premiazione della fase finale del Concorso Nazionale “Carlo Gesualdo”. Con un eccellente terzo posto, il cantautore avellinese Andrea Pinto — presidente della Sonic Muse Ets, il circolo culturale di Avellino con sede in via Pedicini, nei pressi del popoloso quartiere San Tommaso, da sempre in prima linea nella ricerca culturale, esoterica, poetica e musicale, nonché fortemente impegnato nel sociale — aggiunge un nuovo, prestigioso traguardo al proprio percorso artistico, confermando una cifra autoriale di rara profondità. Un riconoscimento importante, accompagnato dall’emozione palpabile e dai consensi entusiasti della giuria e del pubblico, profondamente scossi dalla straordinaria intensità dell’esibizione.

L’artista è rimasto profondamente affascinato dal borgo di Gesualdo e dalla sua gente, rimanendo incantato dall’alto livello culturale e dalla straordinaria sensibilità artistica che animano la comunità locale. In questa cornice d’eccellenza, Pinto ha letteralmente stregato i presenti interpretando con una voce potente e viscerale un testo di spessore universale, incentrato sulla tragedia della guerra, sulla drammatica attualità del riarmo e sul fallimento morale del genere umano. Una lirica tagliente e di forte impatto emotivo — caratterizzata da una struttura martellante e da immagini sacrileghe e disperate, come il calice di sangue “versato per la pace” e l’innocenza “venduta per trenta denari” — che incarna perfettamente la natura di un’opera d’arte schierata, pensata e vissuta come radicale atto di accusa e di lotta contro il sistema.

Un percorso d’eccellenza tra musica e saggistica esoterica Artista poliedrico, poeta, saggista e musicista e cantautore sperimentale, Andrea Pinto rinnova idealmente la spinta d’avanguardia del grande compositore madrigalista a cui il concorso è intitolato. Come Gesualdo piegava le regole armoniche tradizionali in favore di una dolorosa e spigolosa espressività emotiva, così Pinto sperimenta nei suoi lavori musicali attraverso un’architettura modale che muove la linea melodica su scale e tensioni inaspettate, dando vita a un sound magnetico e di profonda identità culturale. A questa ricerca sonora si unisce una produzione artistica di altissimo profilo che attraversa diversi linguaggi espressivi, tutti accomunati da una lucida e intransigente critica al sistema dominante. Forte dei tre album pubblicati con la prestigiosa e famosa etichetta discografica Moon Records — Sub rosa, Sogni d’altro tempo e Gloria Victis — e in procinto di pubblicare con la stessa etichetta il suo quarto album, l’artista ha pubblicato anche singoli come L’ombra del vento e Can’t cry no more, guadagnandosi l’attenzione e il plauso di autorevoli realtà di rilevo nazionale come RadioCoop e il circuito MEI / AudioCoop. Nel suo percorso artistico figurano inoltre il singolo Risveglio, scelto come colonna sonora della rassegna letterario-musicale Irpinia Poetica, e la partecipazione a importanti festival come Sanremo Rock e Trend.

Il suo cammino musicale procede in perfetto parallelo con una densa e raffinata produzione letteraria che spazia dalla poesia alla vera e propria saggistica esoterica, comprendendo quattro opere complessive: le sillogi Senza titolo, tempo, senso e soluzione (Nulla Die), Deserto di sale (Il Terebinto) e Non arriva più l’estate (Edizioni Dialoghi), affiancate dall’attesa opera di autentica saggistica esoterica e antropologica I miti oscuri del Natale edita dalla prestigiosa casa editrice Nulla Die — un’indagine profonda tra streghe, mostri, riti e tradizioni ancestrali del solstizio —, in imminente uscita questo autunno.

La proposta artistica di Pinto continua così a distinguersi per la sua capacità unica di fondere il rigore della parola poetica con una ricerca compositiva colta e non convenzionale, confermando una cifra autoriale radicale e senza compromessi.