A Maiori “Trionfi & Cavalli”: cultura, tradizioni e agroalimentare del Mezzogiorno si incontrano alla Torre di Cesare

Grande partecipazione alla presentazione del libro di Salvatore Schiavone, pubblicato da Cacucci Editore. Alla Torre di Cesare confronto tra istituzioni, mondo scientifico, consorzi di tutela, imprenditori e protagonisti dell’enogastronomia e dell’ippica.

MAIORI – Ha riscosso un successo straordinario la presentazione di “Trionfi & Cavalli” di Salvatore Schiavone, pubblicato da Cacucci Editore, ospitata nella suggestiva cornice della Torre di Cesare a Maiori. Un appuntamento che ha riunito autorità istituzionali e scientifiche, rappresentanti del mondo dell’agricoltura e dell’agroalimentare, esponenti del settore ippico, imprenditori e i principali Consorzi di tutela del Mezzogiorno.

L’evento è stato promosso dall’Associazione Officina delle Idee, presieduta da Rosa Praticò, e sostenuto da Raffaella Imperati di Imperati Group. L’incontro è stato seguito anche a distanza grazie alla diretta Facebook trasmessa dal profilo di Rosa Praticò, consentendo a un pubblico più ampio di partecipare al confronto.

A moderare i lavori sono stati Giuseppe Parise, Ph.D., docente, divulgatore scientifico e CEO del Gruppo Parise, e Rosa Praticò, che hanno accompagnato gli ospiti in un dialogo articolato sui temi affrontati nel volume.

«Trionfi & Cavalli è un’occasione di riflessione sul legame tra identità culturale, tradizioni e patrimonio agroalimentare del Mezzogiorno», ha commentato Giuseppe Parise. «Moderare questo confronto ha significato valorizzare un dialogo in cui storia e territorio si incontrano. Eventi come questo dimostrano che la cultura è uno strumento concreto di promozione delle nostre radici mediterranee».

Ad aprire gli interventi è stata Lucia Mammato, Vice Sindaca e Assessora al Turismo di Maiori, che ha portato i saluti della città, sottolineando come la riqualificazione della cultura culinaria debba partire da un vero e proprio viaggio antropologico, in piena sintonia con gli obiettivi dell’amministrazione locale.

Particolare attenzione è stata dedicata anche alla location dell’evento. Raffaella Imperati di Imperati Group, organizzatrice e promotrice dell’iniziativa, ha sottolineato il valore profondo della Torre di Cesare, definendola non soltanto un luogo di pregio storico e paesaggistico, ma anche un vero “luogo terapeutico”, capace di donare benessere.

Imperati ha inoltre annunciato un ricco calendario di iniziative culturali e olistiche per la Costiera, rivolgendo un commosso ringraziamento al padre Giuseppe Imperati per aver preservato nel tempo questo patrimonio.

Dal patrimonio storico e paesaggistico a quello agroalimentare. Ferdinando Imperati, MIR – Eccellenze Casearie / Imperati Group, ha ripercorso la scelta controtendenza compiuta dall’azienda nella valorizzazione del Provolone del Monaco DOP.

«Il nostro non è un progetto industriale, ma un’iniziativa identitaria», ha spiegato. «Abbiamo coniugato la tradizione sorrentina dei casari storici con la salvaguardia di ben 250 mucche Agerolesi a rischio estinzione. Solo tutelando biodiversità e materia prima si innova concretamente la filiera».

Sul rapporto tra cibo, emozioni e tradizione si è soffermato Sal De Riso, presidente AMPI, che ha proposto una riflessione sul significato della cucina intesa come atto d’amore e di cura.

«Dietro un piatto o un lievitato ci sono emozioni e sacrifici», ha sottolineato De Riso. «In un’epoca frenetica e dominata dall’AI, questo libro ci insegna a rallentare. Cucinare è rispetto per la materia prima e capacità di togliere il superfluo per trovare l’armonia».

Un invito a recuperare il valore del tempo, della manualità e del rapporto con la materia prima, elementi che rappresentano una parte fondamentale dell’identità gastronomica del Mezzogiorno.

Anche Nicola Caputo, Consigliere regionale e Assessore all’Agricoltura, ha sottolineato il valore dell’opera, definendola «un libro sull’uomo e per l’uomo» e lodando la sensibilità dell’autore e il suo fondamentale contributo professionale alla cultura e all’agricoltura del territorio.

Uno dei fili conduttori del libro è il rapporto tra l’uomo e il cavallo. Un tema affrontato da Roberto Toniatti, presidente nazionale del Cavallo Trottatore – ANACT, che ha evidenziato la dimensione più intima del rapporto tra uomo e animale.

«Nel trotto viviamo di cronometri, ma il rapporto uomo-cavallo è pura empatia», ha affermato Toniatti. «È un legame che dura da millenni, guidato da sensibilità e fede».

Sulla capacità di coniugare la passione ippica con lo sviluppo dei territori si è soffermato Concetto Mazzarella, direttore dell’Ippodromo del Mediterraneo di Siracusa, che ha elogiato la capacità dell’autore di mettere in relazione il mondo del cavallo con una visione polifunzionale degli spazi e delle comunità.

Il tema dell’ippica è stato poi approfondito anche dall’on. Marco Cerreto, componente della Commissione parlamentare Agricoltura, attraverso una lettura fortemente antropologica.

«I riti della nostra tradizione popolare non sono meri retaggi del passato, ma forme primordiali ed efficaci di elaborazione psicologica. L’ippodromo si riconfigura come luogo sacro (Temenos) e il cavallo diventa lo specchio delle nostre emozioni. Difendere le tradizioni significa recidere la frenesia tecnologica per riprendere in mano le redini del futuro».

Ampio spazio è stato dedicato durante l’incontro al ruolo dei Consorzi di tutela nella difesa delle produzioni tipiche e nella valorizzazione delle filiere locali.

Giosuè De Simone, presidente del Consorzio Tutela Provolone del Monaco DOP, ha ricordato i 20 anni di attività del Consorzio, evidenziando la crescita della produzione certificata, passata da 70 mila a 223 mila chilogrammi, e il lavoro svolto per la tutela degli allevatori locali e la salvaguardia del 100% della filiera.

Il tema della crescita e della valorizzazione territoriale ha riguardato anche il Limone Costa d’Amalfi IGP. Angelo Amato, presidente del Consorzio Limone Costa d’Amalfi IGP, ha ripercorso la crescita dell’organismo dal 2012 a oggi, sottolineando il passaggio da 2 a 20 milioni di euro di fatturato e il valore della trasformazione artigianale.

Mariano Valentino Vinaccia, presidente della Cooperativa Solagri – Limone di Sorrento IGP, ha invece posto l’accento sull’importanza del lavoro di squadra tra i diversi Consorzi e sull’innovazione sostenibile.

Tra gli esempi citati, i presidi apistici contro i pesticidi, strumenti finalizzati alla tutela dei micro-proprietari e alla salvaguardia di produzioni iconiche come il Limoncello.

Anche il settore vitivinicolo ha avuto un proprio rappresentante nel confronto. Prisco Apicella, vicepresidente del Consorzio Vini Salerno, ha illustrato la ricchezza della vitivinicoltura salernitana, con 250 ettari certificati e 2,5 milioni di bottiglie, definendo il vino come il veicolo fondamentale per racchiudere la storia e i sapori di una comunità.

L’on. Marco Cerreto, componente della Commissione parlamentare Agricoltura, ha proposto una lettura antropologica dell’opera e del rapporto tra tradizioni, ritualità e dimensione contemporanea.

«I riti della nostra tradizione popolare non sono meri retaggi del passato, ma forme primordiali ed efficaci di elaborazione psicologica», ha spiegato. «L’ippodromo si riconfigura come luogo sacro (Temenos) e il cavallo diventa lo specchio delle nostre emozioni. Difendere le tradizioni significa recidere la frenesia tecnologica per riprendere in mano le redini del futuro».

A concludere gli interventi è stato lo stesso autore, Salvatore Schiavone, che ha raccontato la genesi del libro e le motivazioni che lo hanno portato a mettere in dialogo ambiti apparentemente lontani.

«Trionfi & Cavalli nasce per far dialogare ambiti apparentemente lontani: tradizioni popolari, medicina ancestrale, empatia con il mondo animale, cibo ed epigenetica», ha spiegato Schiavone.

Al centro della sua riflessione anche il rapporto tra passato e capacità di trasformazione dell’individuo: «Le paure e i traumi del passato possono trasformarsi in forza generatrice: così il rito si fa cura e il galoppo diventa un inno alla vita».

L’autore ha infine rivolto un affettuoso ringraziamento alla figlia Maria Teresa, per il prezioso contributo artistico fornito attraverso i disegni presenti nel libro.

A margine del dibattito, gli ospiti hanno potuto vivere anche un momento dedicato alle eccellenze enogastronomiche del territorio, con una suggestiva degustazione panoramica curata da alcune delle realtà protagoniste dell’incontro.

Il Provolone del Monaco DOP della MIR è stato abbinato ai vini di Salernum Vites e Cantine Marisa Cuomo, ai liquori dell’Antica Distilleria Russo, ai dolci del Maestro Sal De Riso e alle granite del Consorzio di Tutela Limone di Sorrento IGP.

Un percorso del gusto che ha consentito di trasformare in esperienza concreta alcuni dei temi affrontati durante il dibattito: il valore delle materie prime, la tutela delle produzioni identitarie, la qualità artigianale e il rapporto tra prodotto e territorio.

La serata è stata inoltre impreziosita dalle note musicali dei maestri Gino Circiello, alla chitarra, ed Enzo Milo, al sax.

Al termine dell’iniziativa sono stati rivolti sinceri ringraziamenti a tutte le persone che hanno contribuito alla riuscita dell’evento.

Tra loro Raffaella Pergamo, ricercatrice CREA, e Carmelo Palma e Gallina Duchinskaia, insieme a tutto lo staff della Torre di Cesare, per l’impeccabile accoglienza.

Un ringraziamento è stato inoltre rivolto a Rosario Lopa, Portavoce della Consulta Nazionale Agricoltura e Turismo, per il costante impegno a favore del comparto agroalimentare, e a Christian D’Antonio, direttore di thewaymagazine.it.

Per la cura del progetto grafico e dei segnalibri 3D è stato ringraziato Francesco Giancotti, mentre Maurizio De Costanzo e Umberto Lariccia hanno ricevuto un riconoscimento per la professionalità nella gestione del servizio fotografico, delle riprese video e della regia tecnica della diretta streaming.

La presentazione di “Trionfi & Cavalli” si è così conclusa lasciando al pubblico non soltanto la riflessione sui temi proposti dal libro, ma anche la consapevolezza di quanto il patrimonio culturale, agroalimentare e umano del Mezzogiorno possa diventare strumento di racconto e promozione del territorio.

Dalla cultura del cibo al rapporto ancestrale con il cavallo, dalla tutela delle razze autoctone alla salvaguardia delle produzioni certificate, il confronto alla Torre di Cesare ha messo in evidenza un comune denominatore: la necessità di custodire le radici per trasformarle in una risorsa per il futuro.