Tornare a parlare delle visite mediche sportive agonistiche gratuite per gli atleti fino ai 18 anni significa affrontare un tema di straordinaria importanza, non solo per il mondo dello sport, ma soprattutto per la tutela della salute dei giovani.
Da tempo, infatti, gli atleti agonisti – per alcune Federazioni già a partire dagli 8 anni di età – sono obbligati a presentare il certificato di idoneità sportiva agonistica per poter prendere parte ad allenamenti e competizioni. Si tratta di un adempimento previsto dalla normativa vigente e dai regolamenti federali, finalizzato a garantire la sicurezza degli atleti e a rafforzare la prevenzione sanitaria.
La Regione Campania ha introdotto una misura di grande valore sociale, prevedendo la gratuità delle visite medico-sportive agonistiche per tutti gli atleti fino al compimento del 18° anno di età. Un provvedimento che rappresenta, da un lato, un importante investimento nella prevenzione medica e, dall’altro, un concreto sostegno alle famiglie, contribuendo a ridurre i costi legati alla pratica sportiva.
Tuttavia, numerose segnalazioni evidenziano alcune criticità nell’erogazione del servizio presso il Centro di Medicina dello Sport dell’ASL di Avellino. Diverse società sportive lamentano infatti tempi di attesa particolarmente lunghi per l’effettuazione delle visite, con conseguenze che rischiano di penalizzare direttamente i giovani atleti.
L’assenza del certificato medico agonistico impedisce infatti la partecipazione alle attività sportive, poiché le società sono obbligate, per legge e per regolamento federale, a verificare il possesso dell’idoneità prima di consentire la pratica agonistica.
Di fronte ai ritardi, molte famiglie sono costrette a rivolgersi a strutture private a pagamento per ottenere rapidamente la certificazione necessaria, sostenendo costi che la normativa regionale aveva invece inteso eliminare.
Si determina così una duplice conseguenza negativa: da una parte viene meno, di fatto, il diritto degli atleti a usufruire gratuitamente della visita medica agonistica; dall’altra si rallenta un fondamentale percorso di prevenzione sanitaria, che rappresenta uno degli obiettivi principali dell’intero sistema della medicina dello sport.
Per queste ragioni si rivolge un appello all’ASL di Avellino, da sempre attenta ai temi della prevenzione, affinché possa valutare un potenziamento del servizio di Medicina dello Sport nei periodi di maggiore richiesta, in particolare nei mesi che precedono l’avvio delle stagioni sportive.
Allo stesso tempo, anche le società sportive possono offrire un importante contributo organizzativo. Programmare le visite mediche subito dopo la conclusione dei campionati, sfruttando anche il periodo estivo, tra agosto e l’inizio di settembre, consentirebbe una distribuzione più equilibrata delle prenotazioni, evitando l’accumulo di richieste nelle settimane immediatamente precedenti l’inizio delle attività agonistiche.
Un ulteriore elemento di riflessione riguarda l’opportunità di rafforzare la rete territoriale della Medicina dello Sport, attraverso l’istituzione o il potenziamento di presìdi distrettuali nelle diverse aree della provincia, quali Avellino, Ariano Irpino-Valle Ufita, Valle dell’Irno, Alta Irpinia, Valle Caudina e Vallo Lauro-Baianese. Una presenza più capillare consentirebbe di rendere il servizio maggiormente accessibile, efficiente e vicino ai cittadini, rafforzando la funzione preventiva che rappresenta uno dei pilastri della sanità pubblica.
Garantire tempi certi per l’accesso alle visite mediche sportive agonistiche gratuite significa tutelare un diritto previsto dalla legge, sostenere le famiglie, favorire la pratica sportiva giovanile e, soprattutto, investire concretamente nella prevenzione e nella salute delle nuove generazioni.

