Skorpio firma “Gaza”, un brano pop/rock che affronta il tema della violenza sui civili

Ci sono brani che non nascono per piacere, ma per necessità. Canzoni che non cercano consenso, ma spazio“Gaza”, il nuovo lavoro di Skorpio, nome d’arte di Francesco Tomaino, appartiene a quella categoria di canzoni scomode che esistono perché non potrebbero fare altrimenti.

Scritto circa un mese dopo il 7 ottobre 2023Gaza prende forma in un momento in cui le immagini provenienti dalla Striscia iniziano a circolare con insistenza lontano dai grandi canali ufficiali. Video crudi, diretti, capaci di scuotere chi li guarda. Per Skorpio l’impatto è immediato e devastante:

«Mi sono imbattuto nei primi video che mi hanno fatto tremare, mi hanno scosso l’anima».

A colpirlo non è solo la violenza, ma soprattutto la presenza dei bambini. Bambini che avrebbero potuto essere i suoi figli. I figli di chiunque. Fratelli della stessa specie: quella umana.

Da questa frattura emotiva nasce l’urgenza di scrivere. Chitarra alla mano, Skorpio compone Gaza in un unico flusso, senza filtri né sovrastrutture. Una melodia essenziale accompagna un testo volutamente diretto, quasi retorico nella sua immediatezza. Un pianto sommesso che diventa canzone.

Gaza non è un brano neutrale, e non pretende di esserlo. È una presa di posizione contro ogni forma di potere che agisce in mala fede e contro una violenza che offende la dignità umana, la sua intelligenza e la sua integrità. Nel testo emerge una riflessione amara: la storia continua a ripetersi nonostante il progresso culturale e tecnologico, e questa contraddizione diventa ancora più dolorosa quando a perpetrare certe scelte sono persone considerate colte e influenti.