AVELLINO – Un omaggio a una delle figure più affascinanti e influenti della musica del Novecento. In occasione della Festa della Musica, l’Archivio di Stato di Avellino, in collaborazione con il Conservatorio di Musica “Domenico Cimarosa”, promuove il convegno “Franco Ferrara: la forza occulta dell’arte di dirigere”, in programma venerdì 19 giugno 2026, dalle ore 11 alle 18, presso la sede dell’Archivio di Stato.
L’iniziativa intende approfondire la vita, l’opera e l’eredità artistica di Franco Ferrara (1911-1985), musicista poliedrico – violinista, pianista, organista e compositore – ricordato soprattutto come uno dei più grandi direttori d’orchestra del secolo scorso.
Ad aprire i lavori, alle ore 11, saranno i saluti istituzionali di Maria Gabriella Della Sala, direttrice del Conservatorio “Domenico Cimarosa”, e di Lorenzo Terzi, direttore dell’Archivio di Stato di Avellino. Seguiranno gli interventi di Roberto Liso, che ripercorrerà il profilo umano e artistico di Ferrara tra genialità musicale e riscatto personale; di Martine Vaffier, che ne illustrerà la dimensione spirituale e universale; e di Gian Luigi Zampieri, che analizzerà il rapporto tra partitura e interpretazione nella trasformazione del segno scritto in suono.
Alle ore 15 spazio alla musica con il concerto degli allievi del Conservatorio “Domenico Cimarosa”, protagonisti Chiara Tarantino e Arianna Gurrali ai violini, Clarissa Costa alla viola, Francesco Tei al violoncello e Francesco Paolo Pesante alla chitarra.
La seconda sessione, in programma dalle ore 16, vedrà gli interventi di Keith Goodman sul patrimonio discografico e sulle registrazioni audio lasciate dal maestro, di Alessandra Carlotta Pellegrini sul repertorio diretto da Ferrara e di Lorenzo Terzi, che illustrerà le vicende archivistiche del fondo documentario dedicato al celebre direttore.
La parabola artistica di Franco Ferrara fu segnata da un evento che ne cambiò radicalmente il destino. Dopo una brillante carriera internazionale, avviata nel 1937 quando sostituì Antonio Guarnieri sul podio del Teatro Comunale di Firenze, una malattia nervosa lo costrinse nel 1948 ad abbandonare la direzione d’orchestra. Da quel momento si dedicò alla composizione, alle musiche per il cinema e soprattutto all’insegnamento, formando generazioni di direttori destinati a imporsi sulle scene internazionali, tra cui Riccardo Muti, Riccardo Chailly, Daniel Oren e Gianluigi Gelmetti.
Il convegno rappresenta dunque un’importante occasione per riscoprire il valore artistico e umano di un maestro che, pur lontano dal podio per gran parte della sua vita, ha lasciato un’impronta indelebile nella storia della direzione d’orchestra e della formazione musicale contemporanea.

