Alta Irpinia, la Pro Loco lancia l’allarme spopolamento: “Non è più tempo di rassegnazione”

La desertificazione delle aree interne torna al centro del dibattito in Irpinia. A Sant’Angelo dei Lombardi la Pro Loco Alta Irpinia promuove un momento di confronto aperto a istituzioni, associazioni, imprenditori, cittadini e mondo del volontariato per riflettere sul futuro dei piccoli centri dell’Appennino campano. L’appuntamento dal titolo “La desertificazione delle zone interne, tra rassegnazione e speranza” si terrà mercoledì 13 maggio alle ore 18.30 presso la sede della Pro Loco, in corso Vittorio Emanuele. L’obiettivo dichiarato è quello di riaccendere l’attenzione su un fenomeno che da anni colpisce l’Alta Irpinia: calo demografico, fuga dei giovani, riduzione dei servizi e progressivo impoverimento sociale ed economico dei borghi interni. L’iniziativa nasce dalla volontà della Pro Loco santangiolese di creare un gruppo di lavoro permanente capace di stimolare idee, proposte e riflessioni concrete sul tema dello spopolamento. A promuovere il confronto è il presidente Tony Lucido, da anni impegnato nella valorizzazione culturale e sociale del territorio e nella difesa delle aree interne. Secondo gli organizzatori, il rischio più grande è quello della rassegnazione collettiva, una condizione che rischia di spegnere ogni prospettiva di rilancio per i piccoli comuni irpini. Per questo motivo il progetto punta a costruire una rete territoriale capace di coinvolgere amministratori, associazioni, imprese, studiosi ed esponenti del Terzo Settore. Tra i partecipanti annunciati figura anche Franco Mangialardi, da tempo impegnato nella promozione della cultura solidale cristiana in Italia e in Europa. L’incontro vuole rappresentare un primo passo verso un percorso più ampio di ascolto e confronto sui problemi delle zone interne, con una particolare attenzione ai temi del lavoro, dei servizi, dell’identità territoriale e delle opportunità per le nuove generazioni. Gli organizzatori hanno annunciato il coinvolgimento di:

  • amministratori locali e sindaci;
  • associazioni e Pro Loco;
  • realtà del Terzo Settore;
  • esponenti del mondo imprenditoriale;
  • studiosi ed esperti di economia sociale;
  • rappresentanti del mondo della cultura e dell’informazione.

Nel messaggio diffuso dalla Pro Loco emerge con forza la volontà di reagire allo spopolamento attraverso una nuova visione del territorio. “Non è più il tempo della rassegnazione – spiegano i promotori – ma il momento di costruire per le giovani generazioni le ragioni della speranza, per motivarle a restare”. Un appello che guarda anche a chi ha lasciato l’Irpinia negli ultimi decenni. Secondo gli organizzatori, chi è partito può rappresentare una risorsa fondamentale grazie alle esperienze maturate fuori dal territorio. L’idea è quella di costruire una nuova rete sociale ed economica capace di trasformare la dorsale appenninica in un’opportunità di sviluppo, puntando su identità, ambiente, qualità della vita e innovazione. Nel documento promosso dalla Pro Loco viene ribadita la necessità di cambiare il modo in cui politica ed economia guardano alle aree interne. Per gli organizzatori, l’Alta Irpinia e più in generale la dorsale appenninica non devono essere considerate territori marginali, ma realtà strategiche all’interno delle nuove dinamiche economiche e sociali. L’obiettivo finale resta quello di restituire centralità alle comunità locali, rafforzando il senso di appartenenza e creando nuove opportunità per chi sceglie di vivere nei borghi dell’entroterra. L’incontro del 13 maggio sarà dunque il primo tassello di un percorso che punta a trasformare il dibattito sullo spopolamento in un laboratorio di idee e proposte concrete per il futuro dell’Irpinia.