“Giuda” è una rilettura intensa e controcorrente di una delle figure più controverse della storia cristiana. Tradizionalmente ricordato come il traditore per eccellenza, il brano ne restituisce invece una dimensione profondamente umana. Non più simbolo assoluto del tradimento, ma individuo che ha creduto, con anima e cuore, in un Messia e in un cambiamento reale, non solo spirituale ma anche concreto. Una fiducia che, forse, si è trasformata in delusione, fino a sfociare in un gesto estremo dettato dalla rabbia e dal crollo delle aspettative.
“Siamo tornati in studio dopo un periodo compositivo di quasi un anno – dichiara la band – Non è stato semplice far coesistere questa parte con la dimensione live: comporre è un processo delicato, che richiede tempi e modalità difficilmente prevedibili, soprattutto quando si vuole mantenere spontaneità e freschezza nei brani. ‘Giuda’ inaugura una serie di nuovi lavori che vedranno la luce nei prossimi mesi. Abbiamo rispolverato il synth di Luca, affidandogli un ruolo centrale nel ritornello: è il grido che ognuno di noi tiene dentro. Oggi ci servirebbe un nuovo Giuda, qualcuno capace di spezzare, con un gesto forte, la routine a cui ci stiamo abituando, fatta di leader dispotici, ideali deboli e troppi follower senza voce. È un pezzo coraggioso, che esce volutamente dal seminato per offrire una prospettiva diversa su una figura tanto discussa”.
Con “Giuda”, i Manleva segnano un ritorno deciso e maturo, aprendo una nuova fase artistica caratterizzata da una maggiore ricerca sonora e da contenuti profondi, capaci di interrogare l’ascoltatore e stimolare una riflessione critica sul presente.

