Assemblea partecipata ad Avellino: approvato il Bilancio Consuntivo 2025. Sellitto: “Serve trattenere i giovani in provincia”.
AVELLINO — Una giornata che ha unito emozione, riconoscenza e sguardo al futuro quella vissuta nella nuova sede di via Vasto, dove si è svolta l’assemblea ordinaria annuale dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Avellino.
Da un lato la celebrazione dei 45 professionisti che hanno raggiunto il traguardo dei 50 anni di laurea in Medicina, dall’altro l’ingresso ufficiale nel mondo della sanità per 32 giovani medici, tra cui tre odontoiatri, che hanno prestato il giuramento di Ippocrate.
«È sempre bello ed emozionante vivere questa sorta di staffetta ideale tra chi raggiunge i 50 anni di laurea e chi si affaccia alla professione», ha commentato il presidente Francesco Sellitto. «I primi rappresentano un punto di riferimento straordinario, mentre i giovani sono il nostro futuro».
Un futuro che, in Irpinia, appare in crescita sotto il profilo numerico. «Il nostro Ordine iscrive mediamente circa 100 nuovi colleghi all’anno – ha sottolineato Sellitto – un dato importante che dà prospettiva alla nostra organizzazione». Ma resta aperta la sfida più grande: trattenere i professionisti sul territorio.
Il tema della carenza di personale medico resta infatti centrale. «Il problema più grande è rappresentato dalla specializzazione – ha spiegato il presidente –. I giovani non possono scegliere dove formarsi: la destinazione dipende dalla graduatoria nazionale. Se vengono inviati in grandi città come Milano, Torino, Padova o Trieste, lì trovano condizioni molto vantaggiose che spesso li portano a restare».
Da qui la necessità, secondo l’Ordine, di rendere il territorio più attrattivo: «Dobbiamo essere in grado di offrire opportunità e condizioni adeguate per riportarli in provincia, dove esistono strutture sanitarie valide e occasioni concrete di crescita professionale».
Nel corso dell’assemblea è stato inoltre approvato all’unanimità il Bilancio Consuntivo 2025, insieme alla relazione del tesoriere.
Una giornata che ha messo insieme passato e futuro della medicina irpina, tra memoria, impegno e la necessità di costruire risposte concrete alle sfide della sanità locale.

