Avellino, affitti in trasformazione: l’Osservatorio Confabitare lancia l’allarme sulla fiducia

AVELLINO – Il mercato degli affitti sta cambiando profondamente e a fotografarne l’evoluzione è l’Osservatorio Immobiliare di Confabitare, che evidenzia un dato su tutti: le case ci sono, ma sempre meno vengono immesse sul mercato della locazione.

Secondo l’analisi, realizzata anche con il supporto di Nomisma e CRIF, nel 2025 i canoni di affitto sono cresciuti mediamente del 3,4% a livello nazionale. Un aumento che però racconta solo una parte del fenomeno. Il vero squilibrio nasce infatti dal disallineamento tra domanda e offerta: mentre sempre più persone cercano casa in affitto, il numero degli immobili disponibili continua a ridursi.

Non si tratta soltanto di una questione economica. L’affitto non è più percepito come una soluzione temporanea, ma come una scelta abitativa stabile, legata a esigenze di lavoro, studio e mobilità. Una domanda strutturale, dunque, destinata a restare nel tempo.

A fronte di ciò, però, molti proprietari scelgono di non affittare. Secondo i dati, circa uno su tre preferisce tenere l’immobile fuori dal mercato, spesso dopo esperienze negative. A pesare sono le difficoltà nella selezione degli inquilini, i timori legati a eventuali danni e, soprattutto, un diffuso senso di incertezza.

Dall’altra parte, gli inquilini si trovano a fare i conti con un mercato sempre più complesso: trovare un’abitazione a costi sostenibili è diventato difficile, e una parte significativa vorrebbe cambiare casa senza avere le possibilità economiche per farlo. Eppure, emerge anche un elemento positivo: la maggioranza degli affittuari rispetta gli impegni contrattuali, con livelli di morosità contenuti.

Il nodo centrale resta quindi quello della fiducia. È proprio su questo punto che si concentra l’analisi di Confabitare: tra proprietari e inquilini esiste una distanza fatta di percezioni, timori e informazioni incomplete che rende più difficile l’incontro tra domanda e offerta. Non a caso, oltre il 90% dei proprietari si dice favorevole all’introduzione di strumenti capaci di valutare in modo oggettivo l’affidabilità degli inquilini.

A commentare il quadro è il presidente di Confabitare Avellino Francesco Melillo:
«Il mercato della locazione non è bloccato, ma attraversa una fase di trasformazione. Il tema centrale è creare le condizioni per far incontrare domanda e offerta in modo più equilibrato. Bisogna lavorare sulla fiducia, sulla trasparenza e su strumenti che supportino entrambe le parti. Il mercato va accompagnato, non forzato».

Una riflessione che riguarda anche i territori come l’Irpinia, dove la disponibilità di alloggi incide sulla capacità di trattenere giovani, attrarre lavoratori e sostenere il tessuto sociale. La casa, dunque, non è solo un bene economico, ma una leva strategica per lo sviluppo locale.

Il quadro delineato dall’Osservatorio indica chiaramente una fase di transizione: domanda in crescita, offerta in contrazione e nuovi bisogni abitativi ancora in cerca di risposte adeguate. La sfida, oggi, è governare questo cambiamento, evitando che le difficoltà del mercato si trasformino in un problema sociale più ampio, capace di incidere sulla qualità della vita e sulla tenuta delle comunità.