Commissione ecomafie: presentata a Salerno la relazione su traffici transnazionali di rifiuti

È stata presentata questa mattina, mercoledì 8 aprile 2026, in Prefettura a Salerno la relazione finale sul filone d’inchiesta “Traffici transnazionali di rifiuti: analisi e proposte di intervento nel contesto della normativa europea”.

“L’inchiesta – ha affermato il deputato Jacopo Morrone, presidente della ‘Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari’ – affronta un fenomeno criminale particolarmente difficile da indagare per i tanti aspetti critici determinati dalla complessità dei temi connessi alla gestione e alla tracciabilità dei rifiuti. I movimenti intermodali delle partite di rifiuti, sia via terra che via mare, attraversando uno o più confini di diversi Stati membri e spesso anche della stessa Unione Europea, costituiscono infatti il presupposto su cui agiscono le consorterie eco-criminali”. 

“Si tratta principalmente – ha spiegato – di criminalità d’impresa, con frequenti interazioni con la criminalità organizzata, dotata di risorse umane specializzate, consulenti, mezzi, strutture e ingente capacità di spesa. La finalità è, come sempre, l’illecito profitto economico che viene massimizzato spesso attraverso una doppia fonte di introito: la mancata spendita di denaro per la gestione e il trattamento dei rifiuti in modo corretto e la commercializzazione illegale di rifiuti (o di ex rifiuti, i cosiddetti ‘end of waste’) oggetto di giro-bolla, con il quale, ad esempio, l’avvenuto trattamento è falsamente documentato, al fine di ingannare eventuali controlli istituzionali. L’approccio analitico e rigoroso adottato dai relatori e dal gruppo di lavoro nei confronti di una tematica così delicata non poteva prescindere dalla disamina dell’evoluzione normativa sia a livello nazionale che sovranazionale, dall’analisi di casistica investigativa rilevante, dalla consultazione di tutti i principali organi istituzionali coinvolti, anche mediante lo svolgimento di missioni conoscitive, l’analisi delle prospettive future sotto il profilo dell’evoluzione criminologica e delle relative attività di contrasto”. Morrone ha infine ricordato che la decisione di presentare la relazione a Salerno “ha un significato particolare perché durante la missione svolta nei mesi scorsi abbiamo avuto l’opportunità di effettuare due sopralluoghi operativi proprio qui: uno al porto dove sono state illustrate le modalità di apertura e controllo dei container anche con l’utilizzo di uno scanner di ultima generazione e l’altro a Serre, in località Persano, nel sito di stoccaggio dei container di rifiuti sequestrati e incendiati”. 

I RELATORI: SEN. PIETRO LOREFICE (M5S) – SEN. SIMONA PETRUCCI (FDI).

“La relazione mette in luce le difficoltà che si incontrano nell’analisi del traffico di rifiuti non solo pericolosi che hanno un grande impatto sull’ambiente”. Così il sen. Lorefice che ha ricordato la necessità di ‘tradurre in atti normativi innovativi’ le esigenze raccolte durante la redazione della relazione, pur mettendo in rilievo l’importanza dell’aggiornamento degli articoli 9 e 41 della Costituzione, datato 2022, nell’ottica della tutela dell’ambiente. Lorefice ha anche sottolineato l’esigenza di dotare di nuove risorse, uomini e mezzi tutti gli organismi preposti al contrasto dei traffici, in particolare le Arpa, e di metter in atto le attività investigative necessarie comprese le intercettazioni. Se l’Italia ha comunque una buona attività di controllo, “il sistema disomogeneo sulla tracciabilità dei rifiuti a livello europeo consente alla criminalità organizzata si inserirsi nel circuito”. L’auspicio – ha concluso – è di metter a punto banche dati connesse e interoperabili e controlli omogenei in particolare nei grandi porti del nord Europa, in caso contrario avremmo armi spuntate contro la criminalità. 

“Il nostro sistema di controlli è tra i più avanzati in Europa e, non a caso, è quello che produce il maggior numero di verifiche e denunce. Tuttavia, restano criticità importanti su cui è necessario intervenire con decisione”. La sen. Simona Petrucci ha spiegato che, partendo dall’analisi della precedente relazione della Commissione, si sono “individuati alcuni ambiti prioritari di intervento, a cominciare dal quadro normativo. Oggi registriamo difformità non solo a livello europeo, ma anche nazionale: le competenze ambientali, disciplinate dal Testo Unico Ambientale, sono articolate su base regionale e delegate agli ATO. Questa frammentazione genera incertezze operative e può favorire l’infiltrazione della criminalità nei traffici illeciti di rifiuti. Per questo è fondamentale rafforzare il coordinamento, attraverso l’istituzione di una cabina di regia e la creazione di un sistema informativo omogeneo, con una banca dati condivisa tra tutti gli enti di controllo. Allo stesso tempo, è necessario investire sul potenziamento delle professionalità e delle risorse umane dedicate alle verifiche. Solo attraverso un sistema più coordinato, efficiente e strutturato potremo rendere ancora più efficace il contrasto a un fenomeno complesso e in continua evoluzione, tutelando ambiente, legalità e sicurezza dei cittadini”.