Si ferma in Liguria la corsa dell’Avellino, che dopo tre vittorie consecutive inciampa sul campo della Sampdoria. Finisce 2-1 una partita che i biancoverdi avevano tenuto in equilibrio a lungo, ma che è sfuggita di mano nel momento decisivo. Eppure, per buona parte del match, la squadra di Ballardini aveva dato la sensazione di poter portare a casa almeno un punto. La gara si apre in un clima particolare, con i tifosi di casa impazienti e quelli irpini a sostenere con calore la squadra. In campo, la Sampdoria prova a fare la partita, mentre l’Avellino resta compatto, ordinato, pronto a ripartire. Non è una frazione spettacolare, ma è intensa. I biancoverdi si difendono bene e, quando possono, provano a pungere. Le occasioni vere sono poche, ma la sensazione è che la gara possa sbloccarsi da un momento all’altro. Si va al riposo sullo 0-0, con l’equilibrio ancora intatto. Nella ripresa la Sampdoria rientra con un altro atteggiamento. Più aggressiva, più convinta. L’Avellino, invece, fatica a uscire dalla pressione e arretra progressivamente. Il gol che rompe l’equilibrio arriva nella fase più delicata del match: una giocata precisa, difficile da leggere, che porta avanti i padroni di casa. I biancoverdi accusano il colpo e pochi minuti dopo arriva anche il raddoppio, su una situazione da palla inattiva che premia ancora la Samp. In quel momento, la partita sembra chiusa. Quando tutto sembra compromesso, l’Avellino tira fuori l’orgoglio. Nel finale arriva il gol che accorcia le distanze: un’azione costruita bene, finalizzata con istinto e determinazione da vero attaccante. Gli ultimi minuti diventano una corsa contro il tempo. I lupi ci provano, spingono, cercano un varco. Ma la Sampdoria resiste, si chiude e porta a casa tre punti preziosi. Fa male perdere così, soprattutto dopo aver accarezzato l’idea di continuare la striscia positiva. Ma la prestazione, soprattutto per impegno e reazione finale, lascia comunque segnali utili.
Adesso servirà voltare pagina in fretta. Il campionato è ancora lungo e l’Avellino ha dimostrato di potersela giocare. Questa sconfitta può diventare una lezione, più che un passo indietro.

