Domenica 8 febbraio alle ore 17,15 nella Sala delle Arti (Via Provinciale 89 – Manocalzati, a 100 metri da Progress) primo appuntamento con “Innamorati della Musica” dell’Associazione Stravinsky che come tutti gli anni dal mese di febbraio propone agli appassionati della Musica colta la trentennale rassegna che sa fare innamorare appassionati e non con le sue proposte musicali e culturali. Quest’anno la kermesse sarà dedicata al 30° anniversario dell’Associazione musicale irpina condotta dalla pianista Nadia Testa e proporrà un fitto calendario Inverno/Primavera con ben 11 diversi appuntamenti che si snoderanno tra i mesi di febbraio e giugno nella Sala delle Arti in Via Provinciale 89 a Manocalzati (AV).
Alcuni eventi saranno dedicati agli Anniversari di Giuseppe Verdi, di De Falla e San Francesco d’Assisi.
“The per te” per gli appassionati della Musica che alla fine del concerto avranno modo di dialogare con i musicisti e gli artisti davanti ad una tazza di the fumante.
E “The per te” in open concert per dialogare di Arte, Pittura, Giornalismo, Scrittura con giornalisti e reporter televisivi, pittori, storici dell’arte e scrittori.
E sarà proprio il THE della tradizionale cerimonia giapponese ad aprire la scena del primo concerto in programma dal titolo “Haro no humi…Percussioni dall’Oriente all’America”: sul palco il Quartetto Enarxis, composto dai giovanissimi percussionisti Martina D’Onofrio, Francesco Romano, Giuseppe Alfieri e Alessandro Romano, tutti allievi del Conservatorio avellinese sotto la guida dei maestri Gennaro Damiano, Marcello Buonomo e Andrea Bini. Il nome stesso della formazione richiama il concetto di inizio e si lega profondamente alla simbologia musicale dell’incipit, il “battere” che segna l’avvio di ogni evento sonoro e ne determina la direzione ritmica. L’ensemble nasce dall’incontro di quattro percorsi artistici distinti, fondendo le esperienze maturate da ciascun componente nel panorama delle percussioni in vari generi musicali, dalla musica classica alla contemporanea. La formazione nasce dal desiderio condiviso di esplorare e far conoscere le infinite possibilità timbriche di un universo di strumenti spesso definiti “inconsueti” e rivelarne tutta la ricchezza espressiva. Il repertorio scelto ripercorre le tappe fondamentali della letteratura percussiva e non, partendo dalle avanguardie del primo Novecento, per giungere fino alle composizioni dei giorni nostri. Il Quartetto si propone di offrire al pubblico percorsi musicali stimolanti e non convenzionali. Ogni esecuzione diventa così un’occasione per scoprire linguaggi nuovi, trasformando l’ascolto in un’esperienza nuova e capace di superare i confini della tradizione concertistica classica.

