Un appuntamento di grande spessore artistico, storico e umano arricchisce il calendario dei “Giovedì del Lorì”. Giovedì 5 febbraio, alle ore 19.00, sarà protagonista Elio Rumma, artista poliedrico e figura fuori dal comune, pronto a raccontarsi attraverso le sue opere e la sua straordinaria esperienza di vita.
Rumma non è un artista qualunque. È uno di quelli che hanno vissuto l’arte come necessità, come gesto radicale e spesso scomodo. Celebre anche per aver bruciato i propri quadri, in un atto estremo e simbolico contro l’ego e l’autocompiacimento, ha attraversato decenni di cultura italiana da protagonista silenzioso ma incisivo. Nel suo percorso ha incrociato e condiviso visioni con personalità come Bernardo e Giuseppe Bertolucci, Age e Scarpelli, Ettore Scola e Gillo Pontecorvo, respirando da vicino il fermento creativo di un’epoca irripetibile.
Nato a Salerno nel 1946, Elio Rumma conserva ancora oggi lo sguardo curioso e luminoso di un eterno ragazzo. Nonostante l’età, resta un sognatore autentico, animato da una passione viva e da una fiducia ostinata in un mondo migliore, fondato sulla fratellanza, sulla comprensione e sul rispetto. È questa umanità profonda a rendere il suo racconto così potente e necessario.
Pittore e autore per vocazione, Rumma è stato e continua a essere molto di più: sceneggiatore, regista, montatore, scopritore di talenti, ideatore di mostre in Italia e all’estero, critico d’arte. Un ribelle colto, mai domo, che ha fatto dell’esperienza e della cultura una forma di libertà. La sua è una vita che non basterebbe un libro a contenere, fatta di incontri, scelte controcorrente e amore viscerale per l’arte.
Ascoltarlo significa lasciarsi attraversare da una storia che parla al presente, soprattutto ai più giovani. Perché Elio Rumma è uno di quegli uomini rari che, quando si incontrano, non si dimenticano: lasciano il segno, con la forza gentile di chi ha vissuto davvero e ha ancora il coraggio di sognare.

