Cecilia Quad: Venerdì 30 gennaio esce in digitale il nuovo ep “Se fosse un film”

Esce venerdì 30 gennaio “Se fosse un film” (Solidea Records), il nuovo EP di Cecilia Quad, un progetto originale di reinterpretazioni cinematografiche che trasforma brani iconici della musica italiana in autentiche colonne sonore.

L’idea alla base del lavoro è immaginare come suonerebbero queste canzoni se fossero nate per il grande schermo, assumendo una nuova identità sonora ispirata alle grandi soundtrack internazionali. Gli arrangiamenti, ampi, evocativi ed epici, danno vita a un racconto musicale in cui ogni brano diventa una scena, un’emozione, un frammento di un film immaginario.

“Se fosse un film” non è un’operazione nostalgica, ma una rilettura profonda e contemporanea che restituisce alle canzoni una dimensione intima, visiva e narrativa che nasce da una domanda semplice: come suonerebbero certe canzoni se fossero state scritte per il cinema? – Dichiara Cecilia Quad – In questo album ho voluto spogliare brani molto conosciuti della loro forma originale e restituirli come colonne sonore, lasciando che fossero le emozioni, le immagini e il silenzio a parlare. È un progetto che racconta il mio modo di vivere la musica: non come intrattenimento, ma come racconto, come scena, come viaggio emotivo. Ogni brano appartiene a un film immaginario, ma parla di qualcosa di profondamente reale».

Dallo stesso giorno sarà disponibile in rotazione radiofonica anche l’inedito “Inferno”, un brano intenso e dal sapore onirico che affronta i temi del male, della fede e della perdita come un vero e proprio viaggio dell’anima.

Di fronte alla sofferenza e all’ingiustizia, la canzone si interroga sul senso della bontà, sulla presenza di Dio e sulla tentazione di arrendersi all’oscurità come unica forma di consolazione. Il testo oscilla tra spiritualità e disperazione, mettendo in scena un dialogo interiore in cui l’inferno non è solo un luogo simbolico, ma uno spazio emotivo in cui rifugiarsi quando la fede vacilla e l’amore sembra perdersi. Il brano si chiude con un ribaltamento di prospettiva: il divino non è distante, ma vive dentro l’essere umano, come una presenza silenziosa e profonda.

«Inferno è nato come una domanda, non come una risposta – Dichiara Cecilia Quad – Di fronte al male mi sono chiesta se non fosse più semplice restare al caldo all’inferno, piuttosto che continuare a credere che la bontà, la giustizia e Dio possano vincere. È una canzone che parla di fede messa in crisi, di perdita, di amore che si spezza, di quella tentazione oscura che promette di salvarti chiedendo in cambio l’anima. Inferno come la massima forma di pigrizia della mente e del cuore».