Ettore Scola, l’intellettuale totale: cinema, impegno e memoria in un incontro che guarda al futuro

Non sarà una semplice commemorazione, ma un vero viaggio dentro l’opera e il pensiero di Ettore Scola l’incontro in programma sabato, pensato come momento di riflessione collettiva su uno dei più grandi protagonisti della cultura italiana del Novecento. Regista dalla cifra ironica e pungente, spesso attraversata da una vena amara e lucidissima, Scola è stato molto più di un cineasta: sceneggiatore di film epocali, vignettista, osservatore attento della società e uomo profondamente immerso nel suo tempo.

«Ettore Scola è stato un intellettuale a tutto tondo, una figura che ancora oggi rimpiangiamo», sottolinea Alfonso Bruno, vicepresidente di Insieme per Avellino e l’Irpinia e presidente del Centro Studi Cinematografici della Campania. Un autore capace di raccontare l’Italia con uno sguardo critico ma empatico, di dare voce alle contraddizioni sociali, politiche e culturali del Paese senza mai rinunciare all’umanità dei suoi personaggi.

L’incontro sarà anche un momento carico di emozione e memoria, perché accanto a Scola verrà ricordata la professoressa Rita Ucci, scomparsa prematuramente dieci anni fa. Docente amatissima, instancabile operatrice culturale e promotrice del cinecircolo RicrAzione, affiliato al Centro Studi Cinematografici, Rita Ucci è stata un punto di riferimento per intere generazioni di appassionati di cinema.

Fu proprio lei a ideare e curare la lunga rassegna itinerante dedicata a Ettore Scola, un progetto ambizioso e partecipato che culminò nel 2008 con la storica presenza del Maestro ad Avellino per due giorni di incontri e dialoghi con il pubblico. Un’iniziativa resa possibile anche grazie al sostegno dell’allora assessore alla Cultura del Comune di Avellino, il giornalista Salvatore Biazzo.

Ricordare Scola e Rita Ucci insieme significa celebrare un’idea di cultura viva, condivisa, capace di creare comunità. Un’eredità che continua a parlare al presente e che invita a guardare al cinema non solo come spettacolo, ma come strumento di consapevolezza, memoria e partecipazione civile.