Alfredo Rossi de “Il Calcio Verticale”: “Fantacalcio la mia grande passione

Intervistato in esclusiva dalla testata sportiva News.Superscommesse.it, il campano Alfredo Rossi, fondatore della pagina Instagram “Il Calcio Verticale”, ha raccontato la nascita e lo sviluppo del suo progetto a tema calcio e fantacalcio, che attualmente conta più di 50 mila follower. Nell’estratto seguente dell’intervista, le parole di Rossi in merito all’evoluzione della sua pagina, all’attuale Serie A e alla figura del creator, che si sta inserendo sempre più evidentemente e pervasivamente nel mondo della comunicazione e dell’informazione mainstream.
Alfredo, da dove nasce l’idea di creare e dedicarsi ad una pagina dedicata al calcio e al fantacalcio? E perché hai scelto di chiamarla “Il Calcio Verticale”?
“L’idea è nata da una provocazione che mi venne fatta da un caro amico. Dal momento che sul mio profilo personale Instagram tendevo a pubblicare solo contenuti a tema calcio, mi disse: “Perché non apri una pagina dove parli solo di calcio? Lo fai già, non ti cambierebbe nulla!”. Quelle parole mi fecero riflettere, così decisi di lanciarmi. La pagina ha avuto un’evoluzione: era nata come uno storytelling, ispirata al canale “Romanzo Calcistico”, poi piano piano, seguendo l’influenza e l’avvento delle statistiche nel mondo del calcio e fantacalcio, è diventata una pagina verticale principalmente sul fantacalcio, tematica che mi ha reso noto e per cui il 90% dei miei follower mi segue. Ho scelto il nome “Il Calcio Verticale” perché si rifà alla tattica e all‘innovazione nel mondo del calcio portata da Cruyff, tant’è che il mio logo rappresenta un 14 con un tulipano, in onore del numero di maglia di Cruyff, la cui filosofia era definita ‘calcio totale’ o, appunto, ‘calcio verticale’.”
Chi gioca al fantacalcio, in qualche modo, veste i panni dell’allenatore: quale tecnico ti piace in Italia? C’è un allenatore del passato o appartenente ad altri campionati che stimi particolarmente?
“In Serie A mi piacciono molto Italiano e Gasperini. Di quest’ultimo amo il grande dinamismo che riesce a dare alle sue squadre, l’intercambio di posizioni e l’abilità di adattare alcuni giocatori in ruoli che non competono loro naturalmente. Gasperini riesce a far diventare tutti i suoi calciatori offensivamente utili. Inoltre, lo reputo un maestro nell’esaltare le seconde punte: si è visto con Lookman, con Papu Gomez, con Soulé, e poi gioca sempre in avanti, non guarda mai indietro. Uscendo invece dai confini nazionali, il mio idolo e allenatore preferito è Guardiola, ma stimo moltissimo anche Klopp, quindi quella tipologia di tecnici che sposano quella vecchia cultura del calcio olandese arrivata negli anni ’70 in Europa”.

Parlando dell’attuale Serie A, quali giocatori del campionato, meno “attenzionati”, reputi interessanti?

“Un nome che posso fare di una squadra piccola che mi piace molto e che può, secondo me, diventare interessante è Akinsanmiro del Pisa, che tra l’altro viene da un assist a San Siro contro il Milan. Poi dico anche Giovane del Verona, è un giocatore che sicuramente continuerà a farsi notare”.
Come giudichi lo strumento dei social? Per te rappresentano più un’opportunità o un rischio? E, in generale, quale direzione credi si stia percorrendo nel mondo della comunicazione con il proliferare di creators, partnership tra emittenti e influencer, e una nuova e ibrida forma di fare informazione, ormai sempre più abbinata e incentrata sull’intrattenimento?
“Per quello che i social mi hanno dato, personalmente li vedo come un’opportunità, ma non per tutti è così. Bisogna avere una grande sicurezza e consapevolezza di sé per gestirli, perché si è esposti al giudizio di chiunque. (…) Per quanto riguarda i cambiamenti nel mondo dell’informazione, io penso che tra non molto si arriverà ad uno ‘switch’ completo. Il più emblematico esempio che posso fare è quello della Kings League. Non ho dati a supporto, ma io credo che buona parte delle partite della Kings League facciano più telespettatori/utenti di tanti match di Serie A. Inoltre, credo anche che i creators sostituiranno quasi del tutto i giornalisti. Per i giovanissimi ormai conta più il parere del proprio “guru” rispetto a quello di un giornalista di un grande giornale o di una grande emittente tv. (…) Emittenti come Sky, DAZN, per mantenere alto il seguito stanno ingaggiando creators molto seguiti. È già in atto un importante ricambio generazionale. E la Kings League avrà un’ulteriore esponenziale crescita, perché fa numeri incredibili”.