AVELLINO – Un appuntamento con la storia e con una figura troppo spesso dimenticata, ma il cui lascito etico e civile continua a parlare all’umanità contemporanea. Domani, mercoledì 16 ottobre alle ore 18.30, presso la Libreria Mondadori di Avellino (nei pressi di Corso Vittorio Emanuele II), si terrà la presentazione del volume “Ferdinando Palasciano. Una storia ancora tutta da scrivere”, scritto dal professor Giovanni Valletta e pubblicato da De Nigris Editore.
L’iniziativa è promossa dal Comitato di Avellino dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, da sempre impegnato nella valorizzazione delle figure e dei momenti centrali del Risorgimento, in particolare nel Mezzogiorno.
Il libro, frutto di una ricerca approfondita e appassionata, ripercorre la vita di Ferdinando Palasciano, medico e ufficiale militare originario di Capua, considerato uno dei precursori delle Convenzioni di Ginevra e dell’idea di neutralità dei feriti in guerra: un principio che avrebbe ispirato, anni dopo, la nascita stessa della Croce Rossa Internazionale.
Attraverso una narrazione avvincente e documentata, Valletta restituisce centralità e dignità a un personaggio che, pur avendo inciso profondamente nella storia civile e umanitaria del XIX secolo, è stato a lungo marginalizzato nei grandi racconti storici ufficiali.
Durante l’incontro, il professor Valletta dialogherà con Antonella Venezia, già Commissario Straordinario e Direttore del Comitato ISRI di Avellino dal 2019 al 2023, figura chiave per la rinascita della sezione irpina dell’Istituto. Attualmente, la professoressa Venezia è docente di Archivistica, Bibliografia e Biblioteconomia presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”.
Giovanni Valletta si laurea in scienze storiche nel 2017 e, da allora, si occupa del Risorgimento nel Mezzogiorno. Insegna nella scuola secondaria di I grado ed è formatore nei corsi per Divulgatori di storia della Croce Rossa, oltre a far parte del comitato di redazione della rivista Il Pensiero mazziniano.
L’evento rappresenta un’occasione preziosa non solo per riscoprire una figura cardine dell’umanitarismo moderno, ma anche per riflettere su come il passato possa ancora offrire strumenti per comprendere e migliorare il presente.
Ingresso libero fino a esaurimento posti.

