Carenza di medici di base in Irpinia, l’associazione “Insieme per Avellino e l’Irpinia” scrive alla Regione Campania

Avellino – La grave carenza di medici di base in Irpinia continua a preoccupare cittadini e associazioni del territorio. Nella giornata di ieri, l’associazione “Insieme per Avellino e l’Irpinia” ha inviato una PEC ufficiale alla Regione Campania per chiedere chiarimenti urgenti sulla situazione, che in alcune zone si presenta ormai critica.

Secondo quanto riportato dall’associazione, ci sono località che sarebbero completamente prive del medico di medicina generale. Anche nel capoluogo Avellino la situazione è tutt’altro che rassicurante: si contano attualmente almeno tre posti vacanti, con frazioni densamente popolate come Bellizzi e San Tommaso che non dispongono di una copertura adeguata o, in alcuni casi, neppure del medico di base.

“La situazione è diventata insostenibile per molti cittadini, che ci contattano quotidianamente segnalando disagi e difficoltà ad accedere alle cure di base – fanno sapere dall’associazione –. In alcune zone, il medico di famiglia non c’è, o c’è una presenza minima per migliaia di persone”.

La speranza è riposta nello scorrimento della graduatoria regionale dei medici di medicina generale, previsto per ottobre. Tuttavia, al momento, tutto tace: nessuna comunicazione ufficiale è arrivata dalla Regione, e cresce l’incertezza sul futuro della sanità territoriale.

“In attesa che vengano attuate soluzioni concrete – conclude la nota dell’associazione – continueremo a vigilare sulla situazione e a sollecitare chi di competenza affinché venga garantita nel più breve tempo possibile la continuità assistenziale. Non possiamo permettere che intere comunità restino senza un presidio medico fondamentale”.

La carenza dei medici di base rappresenta ormai una delle emergenze sanitarie più gravi a livello locale, con ripercussioni dirette sulla salute dei cittadini, in particolare degli anziani e delle fasce più fragili della popolazione. La richiesta di un intervento immediato da parte della Regione si fa sempre più pressante.