NAPOLI — Non è soltanto un legume, ma un simbolo di riscatto e identità agricola quello che Roberto Lauro, titolare dell’Azienda Agricola Lauro e presidente del Comitato degli Agricoltori Avellinesi, ha portato al Palazzo Reale di Napoli. Il Fagiolo Normanno di Altavilla, varietà autoctona riscoperta e salvata dall’oblio, è stato protagonista di uno show cooking nell’ambito della manifestazione “24 Ore per l’Agricoltura”, promossa dall’Assessorato regionale all’Agricoltura, durante il format Campania Mater – Il modello Campania per il cibo che verrà.
Dalla riscoperta alla valorizzazione
«È una storia, non solo un prodotto», ha detto Lauro davanti a un pubblico attento, composto da operatori del settore, istituzioni e cittadini. Una storia fatta di ricerca scientifica, cura del seme, e coltivazioni nei campi dell’Irpinia, dove il Fagiolo Normanno ha ritrovato terreno fertile dopo anni di assenza.
L’iniziativa, sostenuta dal GAL Partenio, ha visto la collaborazione dell’Agriturismo Barbato, che ha realizzato un piatto a base di fagioli e castagne del Partenio, esaltandone sapori e legami territoriali.
Un simbolo di resistenza agricola
Oltre al racconto gastronomico, Lauro ha voluto lanciare un messaggio politico forte: «Siamo in mobilitazione da due anni. I costi aumentano, i prezzi restano fermi. Molte aziende stanno chiudendo». E aggiunge: «Ma la protesta non basta. Bisogna anche costruire valore, far conoscere i nostri prodotti, entrare nei mercati con identità e qualità».
Il Fagiolo Normanno, secondo Lauro, è un esempio concreto di come la biodiversità possa trasformarsi in opportunità economica, se adeguatamente raccontata e valorizzata.
Agricoltori tra protesta e proposta
Il dualismo tra protesta e promozione è al centro della riflessione dell’agricoltore irpino: «Difendere la terra vuol dire anche partecipare agli eventi, alle fiere, raccontare la nostra storia nei luoghi simbolici. Il Palazzo Reale di Napoli non è solo una vetrina: è uno spazio in cui rivendicare la dignità del lavoro agricolo e la necessità di un nuovo modello economico per le aree interne».
Un messaggio che ha trovato terreno fertile anche tra le istituzioni. Lauro ha infatti ringraziato l’Assessore regionale Nicola Caputo, il Sindaco di Altavilla Irpina, il GAL Partenio e tutti i produttori che hanno collaborato all’evento.
Il futuro è nella tracciabilità
Secondo il presidente del Comitato degli Agricoltori Avellinesi, la sopravvivenza delle aziende agricole passa anche per la capacità di costruire filiere tracciabili, accesso diretto ai mercati, e riconoscimento del valore reale del lavoro contadino.
«Portare un prodotto come il Fagiolo Normanno in un luogo prestigioso è un atto culturale e politico. Dimostra che dalle terre interne può arrivare non solo qualità, ma anche proposta e visione. E questo — conclude Lauro — è il senso della nostra battaglia: restituire dignità, futuro e reddito a chi lavora la terra ogni giorno».

