Avalanche Day 2025: a Battipaglia la memoria rivive con l’Associazione Mu.Bat

Musica, danza e rievocazioni storiche per ricordare lo sbarco del ‘43 e costruire insieme la cultura della pace.

Si è conclusa con grande partecipazione di pubblico la nona edizione dell’Operazione Avalanche 2025, organizzata dall’Associazione Culturale Mu.Bat con il patrocinio della Regione Campania e del programma European Remembrance dell’Unione Europea. Una serata che, come da tradizione, ha unito rievocazione storica, arti performative e riflessione civile, ricordando il drammatico sbarco alleato del 1943 e il suo significato per la storia e la libertà del nostro Paese.

La serata al Lido Spineta, diretta artisticamente dal maestro Guglielmo Francese e condotta da Carmen Picciariello, si è aperta con i saluti istituzionali. La sindaca di Battipaglia Cecilia Francese, nel suo intervento, ha sottolineato come “Nelle acque della costa salernitana c’è stata una battaglia tremenda. Abbiamo scoperto l’atrocità della guerra, avremmo dovuto imparare eppure oggi stiamo vedendo di nuovo quell’atrocità. La memoria è un atto importante.”

A seguire, il vicesindaco di Salerno Paky Memoli ha portato i saluti dell’amministrazione comunale, ricordando il valore della memoria per le nuove generazioni: “È importante ricordare e consegnare questa memoria alle nuove generazioni. Se siamo persone libere lo dobbiamo a tanti giovani che sono morti per noi. Questa sera ai giovani dobbiamo la nostra libertà.”

Dopo la benedizione di Padre Vincenzo, il tradizionale lancio delle rose in mare ha reso omaggio a tutti i caduti, in un momento di profonda commozione condivisa.

La seconda parte della serata è stata un intreccio di arti e linguaggi. L’Orchestra Giovanile Mediterranea di Sassofoni, diretta dal Maestro Silvio Rossomando, ha creato un suggestivo sottofondo musicale, accompagnando la voce narrante di Benedetta Gambale.

La rievocazione storica vera e propria è stata curata dalle associazioni storiche Noi soldati al fronte ’43, Living History Group e Historica con i veicoli di Kubel 1943 e scandita dagli interventi di Giuseppina Sessa, che hanno restituito atmosfere, ricordi e trasformazioni culturali e sociali del tempo di guerra.

A rendere l’evento ancora più coinvolgente è stata la collaborazione con il Festival Internazionale della Danza: ballerini e ballerine provenienti dalle scuole di danza del territorio, guidati dai maestri Luca Calzolaro e Luca Jack Squadritti, si sono esibiti in due coreografie inedite, create appositamente per lo spettacolo e pensate per unire la potenza espressiva del movimento alla profondità della memoria storica.

“Lavorare con coreografi di grande esperienza e con oltre 40 ballerini del territorio – ha dichiarato Guglielmo Francese, direttore artistico – ha permesso di trasformare la rievocazione in un momento educativo e creativo, in cui la memoria storica si è intrecciata con la formazione artistica, offrendo ai ragazzi l’opportunità di crescere attraverso l’arte”.

“Con l’Operazione Avalanche 2025 – ha sottolineato il Presidente dell’Associazione Mu.Bat, Carlo Bruno – abbiamo voluto riaffermare che la memoria non è un esercizio del passato, ma un impegno per il presente e per il futuro. Ogni anno rinnoviamo questo appuntamento per dare voce a chi non l’ha avuta, per ricordare che la libertà e la pace non sono conquiste scontate.”

Tra gli ospiti della serata anche Andrea Beltratti, Professore Ordinario del Dipartimento di Finanza dell’Università Bocconi e appassionato di musica jazz, che ha espresso grande apprezzamento per l’originalità dell’evento: “Il connubio tra musica, danza e narrazione storica ha dato vita a un’esperienza culturale completa e coinvolgente. L’arte, quando incontra la memoria e la Storia, diventa uno strumento potente non solo per ricordare, ma anche per educare e stimolare la riflessione collettiva.”

La guerra distrugge, la pace costruisce. Coltivarla ogni giorno è il compito che la Storia ci affida. Con questa consapevolezza si è chiusa la nona edizione dell’Operazione Avalanche, confermando il ruolo dell’arte, della cultura e della memoria come strumenti di crescita civile e collettiva.