Un libro, 109 storie, una memoria condivisa: gli studenti delle medie di Baronissi incontrano la cultura come strumento di resilienza

Baronissi, Aula Consiliare – La cultura come ancora nei momenti difficili. La scrittura come gesto di resistenza e memoria. La lettura come atto di cura. Sono queste le idee che animano la presentazione del libro “109 Finestre su noi stessi” in programma per Giovedì 29 Maggio alle 11.00 presso Sala Comunale della Città di Baronissi. Il volume, ideato da Umberto Flauto e realizzato dalla Cooperativa Laboratorio dei Pensieri Scomposti, raccoglie 109 storie vere, scritte da persone di ogni età che hanno deciso di raccontare la propria esperienza durante il periodo del Covid-19. Ogni contributo occupa una sola pagina, lasciando spazio alla forma espressiva scelta da ciascun autore: brevi racconti, lettere, poesie, pensieri, disegni. Il libro è il primo volume di una futura collana, che ha come obiettivo quello di costruire una “memoria culturale condivisa” a partire dalla voce dei cittadini.

Un incontro speciale con le scuole medie

Protagonisti della presentazione saranno gli studenti della scuola media dell’Istituto Autonomia 82 di Baronissi accompagnati dalla Dirigente Prof.ssa Maria Annunziata Moschella e dalla Prof.ssa Maria Ferraro.
L’incontro, pensato con un linguaggio accessibile e coinvolgente, vuole stimolare una riflessione su come la lettura, la scrittura e l’espressione personale possano diventare strumenti fondamentali nei momenti di difficoltà, specialmente per le giovani generazioni.

Durante l’evento verranno letti alcuni estratti dal libro, ci sarà spazio per il dialogo con i ragazzi e anche per un piccolo momento creativo, in cui gli studenti potranno condividere pensieri o ricordi legati a quel periodo.

Un progetto culturale e sociale

L’iniziativa, promossa con il patrocinio del Comune di Baronissi vedrà la partecipazione della Sindaca Avv. Anna Petta, dell’Assessora alle Politiche Sociali Maria Chiara Barrella e della Consigliera con delega alla disabilità, Margherita Aliberti. Il progetto non si limita alla memoria del passato, ma si pone come esempio concreto di educazione emotiva, cittadinanza attiva e promozione della cultura come bene comune.

“Abbiamo voluto dare voce a chi aveva bisogno di raccontarsi, e allo stesso tempo offrire uno strumento per ritrovarsi. Questo libro non è solo una raccolta di storie, è una testimonianza viva del potere della parola.”, dichiara Umberto Flauto, ideatore del percorso.