Giuseppe Saviano: “Lo sport, competenze e valori contro l’arrembaggio”

Intervento del Delegato CONI di Avellino, Giuseppe Saviano.

C’è stato un tempo in cui lo sport era considerato un’attività marginale, quasi inutile, praticata da chi non aveva grandi prospettive per il futuro. Gli sportivi, fatta eccezione per pochi campioni acclamati, erano spesso relegati ai margini della scala sociale. La società guardava con sufficienza chi si dedicava con impegno e costanza alla pratica sportiva.

Oggi lo scenario è completamente cambiato: lo sport è diventato un fenomeno centrale, un settore trainante che coinvolge milioni di persone e che ha un peso significativo sul PIL nazionale. Non si tratta più solo di competizioni, ma di un intero ecosistema fatto di strutture, abbigliamento, viaggi, accoglienza, media e competenze specializzate. Lo sport è diventato un motore economico e culturale, capace di generare opportunità e benessere.

Tuttavia, questo “salto di qualità” porta con sé anche contraddizioni e criticità. La corsa sfrenata verso la visibilità, la specializzazione precoce dei giovani atleti – definita con forza “un doping di secondo livello” – e l’aumento insostenibile dei costi rischiano di allontanare dallo sport proprio chi dovrebbe beneficiarne di più. Le famiglie numerose del passato non avrebbero mai potuto sostenere i costi odierni; e oggi, troppe restano escluse.

Si assiste inoltre a una crisi di competenze che mina la qualità dell’insegnamento sportivo, soprattutto nelle fasce d’età più delicate. Non basta celebrare i successi e i record: servono politiche sportive strutturate, sostegno reale alle società di base e un’educazione motoria accessibile fin dall’infanzia.

Lo sport è, e resta, una conquista culturale, un diritto costituzionale e un potente strumento di crescita individuale e collettiva. Ma perché continui a esserlo, è necessario affrontare con serietà le sfide del presente, senza cedere alla spettacolarizzazione o allo sfruttamento strumentale.

Un’analisi lucida e appassionata, quella del Delegato CONI di Avellino, Giuseppe Saviano, che richiama l’attenzione su una politica sportiva lungimirante e responsabile, capace di restituire allo sport il suo ruolo autentico: formare persone prima ancora che atleti.