Presentazione dell’opera di Cesare Uva “Avellino la Valle dei mulini” (1864)

Presso il Circolo della Stampa, situato in Corso Vittorio Emanuele, 6 (Palazzo della Prefettura) ad Avellino, oggi 28 aprile 2024, alle ore 18.30, si terrà la “Presentazione dell’opera di Cesare Uva <<Avellino la Valle dei mulini>>” durante la “Presentazione della guida & della mostra <<Luci e colori nei paesaggi dell’entroterra>>” in occasione del bicentenario della nascita del rinomato pittore romantico avellinese Cesare Uva (1824-1886).

L’evento culturale è promosso ed organizzato dal Centro di ricerca “Basilio Orga”, dall’Archivio Cesare Uva e dal Circolo Culturale “Francesco Solimena”.

 

Per questo evento culturale sarà esposto un particolare e singolare dipinto dell’artista avellinese “Avellino: la Valle dei mulini” del 1864, si tratta di una delle tre opere autografe conosciute che raffigurano gli scorci della sua città di Avellino, le altre due raffigurano il Ponte della Ferriera, da due angolazioni differenti, in quanto alla “Veduta di Piazza Libertà” non è un’opera di Cesare Uva!

La tecnica mista illustra il Torrente Fenestrelle all’altezza dei muli che erano presenti nella zona di Santo Spirito ad Avellino.

In primo piano è raffigurata una donna, in costumi tipici, che è intenta a lavare degli indumenti su una roccia.

In secondo piano sono raffigurati il ponte sul torrente e due casette, dietro ci sono un gruppo faggi e due noccioli.

Nel terzo piano è rappresentata la collina con la casa della famiglia Barra.

 

Presentazione della guida & della mostra <<Luci e colori nei paesaggi dell’entroterra>>

Si tratterà di un evento culturale per celebrare il Bicentenario della nascita del pittore Cesare Uva.

La presentazione sarà realizzata in collaborazione con l’Archivio dei pittori irpini del Diciannovesimo secolo, il Comitato per la tutela dei pittori irpini dell’OttocentoIn Arte Libertas e l’Associazione Culturale “ACO”.

 

Condurrà l’evento: Gianluca Amatucci (scrittore e giornalista).

Saluteranno: Don Gerardo Capaldo (presidente del Circolo Culturale “Francesco Solimena”), Sabino Morano (scrittore e saggista), Francesco Iannaccone (economista), Antonio Carpentieri (Pax Christi), Giuseppe D’Amore (cultore), Francesco Roselli (pittore e ceramista).

Relazionerà Angelo Cutolo, cultore di storia locale e coordinatore di In Arte Libertas, che tratterà “La guida alla mostra”.

Concluderà i lavori Stefano Orga, critico d’arte, ideatore e curatore della mostra, che presenterà “La mostra <<Luci e colori nei paesaggi dell’entroterra>>”.

 

Biografia di Cesare Uva:

Cesare Uva, nacque ad Avellino l’undici novembre 1824 da Lucia D’Argenio (1800-1877) e Mariano (1794-1860), un pittore decoratore, che lo spronò ad interessarsi all’arte pittorica. La famiglia era di condizioni economiche modeste.

Esordì a livello locale presso la Mostra delle arte e manifatture del 1848, che si tenne ad Avellino, ove propose il dipinto Ramo di albero invecchiato (1848).

Ad Avellino il nostro pittore entrò in contatto con Enrico Capozzi (1820-1890), suo lontano parente paterno, che successivamente divenne un suo principale mecenate.

All’età di circa ventisei anni si trasferì a Napoli ove poté frequentare il Real Istituto di Belle Arti di Napoli, qui seguì le lezioni, prima di Costanzo Angelini (1760-1853), dal 1853 quelle di Giuseppe Mancinelli (1813-1875), ed in fine studiò con Gabriele Smargiassi (1798-1882), che lo influenzò notevolmente verso la Pittura romantica, tanto che Cesare Uva fondò la Scuola romantica avellinese nella sua bottega, impartendo lezioni di disegno e di pittura.

Fu invitato alla “Biennale Borbonica di Belle Arti” del 1855, presso il Museo, ove presentò il dipinto ad olio Veduta di Avellino con ponte.

Dopo gli studi partenopei ad Avellino aggiornò la bottega paterna verso le istanze della Pittura romantica, tanto da fondare la Scuola Romantica Avellinese.

Dal 1858 le sue opere furono molto apprezzate dall’aristocrazia napoletana, in quanto i suoi lavori furono molto graditi da Ferdinando II di Borbone (1810-1859).

La sua famiglia nei primi mesi del 1859 si trasferì definitivamente a Napoli. Qui si sposò con Antonietta Andreani.

Partecipò anche alle esposizioni d’arte della “Promotrice di Belle Arti Salvator Rosa” di Napoli dal 1862 al 1877.

Nel 1877 restaurò il Teatro comunale di Avellino.

Nel 1879 aprì una bottega d’arte con il pittore avellinese Giovanni Battista (1858-1925) in Via Riviera di Chiaia al n° 266.

Negli anni ottanta del Diciannovesimo secolo ottenne la Croce di cavaliere della Santa Sede da Papa Leone XIII (1810-1903), per meriti artistici, grazie alla segnalazione dell’Abate di Montevergine Dom Guglielmo De Cesare (1812-1884).

All’“Esposizione Nazionale di Belle Arti” di Roma del 1883 inviò le tempere Foresta in primavera e Ritorno dalla festa al tramonto (esposto in mostra).

Si spense a Napoli, sua città adottiva il 16 febbraio 1886.