Si è svolta ieri la diretta streaming “LinK. Correlazione fra maltrattamento e/o Uccisione di Animali e Violenza Domestica su Donne e Minorenni” organizzata dall’associazione “In ricordo di Lacuna”

Il 25 febbraio l’associazione “In ricordo di Lacuna”, presieduta da Sara Spiniello, ha organizzato una diretta streaming sulla tematica “LinK. Correlazione fra maltrattamento e/o Uccisione di Animali e Violenza Domestica su Donne e Minorenni”.
Hanno partecipato la Senatrice Luisa Angrisani, Alternativa c’è, membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, il Colonnello Luigi Bramati, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Avellino, la Dott.ssa Francesca Sorcinelli, Associazione LINK-ITALIA “Abusi su Animali e Abusi su Umani: Complici nel Crimine”, l’assistente Capo Michela Bosi, Referente Nucleo AntiViolenza Polizia Locale di Cento – Progetto DO.MI.NA (Donne, Minorenni, Animali) “Dare voce alla violenza silente”, Massimo Perrone Presidente Associazione Volunteers Vs Violence “Rifugio Link: La Casa dei Buoni”. Ha moderato la dott.ssa Maria Ronca, sociologa, per il supporto tecnico alla diretta Zoom, Tony Curcio.
Si è rimarcata la necessità di un confronto sullo stato delle cose e degli impatti sociali delle azioni di prevenzione e di contrasto alla violenza domestica nei confronti delle donne, dei minori e degli animali
In tempi di guerra ci si immagina un nemico sconosciuto che attacca la nostra vita che mina le nostre certezze ma non è sempre così e quando prendiamo coscienza che la guerra è in casa allora dobbiamo reagire per noi e per chi ci sta a cuore.
La violenza si veste a seconda delle circostanze e dei modi per perpetrare certi meccanismi di ingabbiamento. Ci controlla e ci assoggetta usando la persuasione e la manipolazione. Ogni giorno nella violenza si cambia per davvero. I dubbi e le paure s’ingigantiscono e la non percezione al problema aumenta la resistenza all’uscita.
Per indurre la persona a desistere si preme sugli affetti, con frasi  bloccanti, ritorsioni  e ricatti psicologici. Il più delle volte le scelte sono condizionate e controllate nel tempo  (Luisa Angrisani).
Nel linguaggio nascono blocchi, indecisioni e ripensamenti. E qui che bisogna intervenire.
Occorre coraggio per denunciare. Un passaggio obbligato per contenere l’escalation della violenza. (Michela Bosi)
Creare una sensibilità, una cultura della non violenza e del rispetto, incontrarsi sul piano dialogico e comportamentale, significa considerare gli effetti diretti e indiretti che la violenza produce. Nella presa in carico ascoltare e riabilitare i soggetti, compresi gli animali. Creare le condizioni giuste per chi decide di denunciare  di farlo in totale tranquillità, garantendo un aiuto anche nella sistemazione dei propri animali presso rifugi (Massimo Perrone).
Non è raro che chi fa violenza nei confronti di animali, poi, non lo faccia nei confronti degli esseri umani.
Dall’analisi dei dati emergono significativi i “reati spia”, di cui il colonnello Luigi Bramati constata una certa frequenza. La correlazione tra Maltrattamenti e violenza sugli animali determina l’indice di pericolosità sociale. Un’altra criticità è il sommerso, non sono certo da sottovalutare e, sicuramente, bisogna fare di più.
La violenza alla lunga coinvolge tutto e tutti. È un effetto domino. Si sposta dall’oggetto del desiderio all’oggetto da possedere per cui si ferisce la vittima attraverso altri. L’assoggettamento nel corpo e nell’anima per impedire qualsiasi reazione. Staticismo psicologico per perpetrare la violenza, né un passo indietro, né in avanti (Francesca Sorcinelli)
Nella formazione c’è l’azione di consapevolezza. La conoscenza dei meccanismi per impedire che la violenza continui. Riconoscere di avere un problema è il primo passo.
La violenza vista a 360° permette meglio di orientare e accompagnare tutti i soggetti coinvolti nel percorso di uscita e di recupero, restituendo a ognuno spazio e tempo.