Andamento dei prezzi nei grandi centri urbani

Si considera una famiglia tipo, composta di tre elementi (padre e madre trentenni, con un bambino in età prescolare), in affitto (appartamento di 65 metri quadrati), possiede una automobile italiana nuova di piccola cilindrata a benzina con una percorrenza media mensile di 1000 km; uno dei due coniugi acquista un abbonamento mensile per il trasporto pubblico locale.
Il carrello della spesa è composto da una serie di prodotti che si presume siano acquistati nell’arco del mese; si tratta di prodotti per la colazione e la merenda (latte fresco, biscotti, caffè tostato, merende preconfezionate, succhi di frutta) e per i pasti principali (pasta, riso, pomodori pelati, carne fresca di bovino adulto, petto di pollo, filetti di platessa surgelati, tonno in olio d’oliva, fior di latte di mucca, prosciutto cotto e crudo, patate, insalata, spinaci surgelati, uova di gallina, pane, acqua minerale, vino, burro, olio di semi e di oliva, frutta di stagione) e per l’igiene personale e della casa (bagno/doccia schiuma, carta igienica, detersivo per lavatrice). A questi, si aggiungono le spese per i trasporti (abbonamento mensile Tpl, assicurazione Rc auto, benzina) e per l’affitto di casa.
I dati sono elaborati da fonti diverse, quali Ministero dello sviluppo economico, Società autostrade, siti istituzionali amministrazioni locali e trasporto pubblico urbano, assicurazioni online, offerte immobiliari online.
Principali evidenze

  1. A maggio, i prezzi si confermano stabili o in crescita, con punte massime dello 0,2%;
  2. Bergamo, Trieste, Verona, Ascoli Piceno e Grosseto registrano un più 0,2%, il dato più alto del mese;
  3. nessuna variazione si registra ad Ancona, Firenze, Perugia, Pisa, Roma, Caserta e Pescara;
  4. considerando le macroaree, gli incrementi sono compresi fra lo 0,13% del Nord e lo 0,7% del Centro;
  5. su base annua, si evidenzia un calo dello 0,11% al Nord, dello 0,06% al Centro e dello 0,05% al Sud;
  6. le famiglie italiane pagano l’effetto metropoli: vivere a Roma, Napoli o Milano significa mettere in preventivo maggiori costi fra il 25 e il 30% rispetto alla media nazionale;
  7. non esiste una marcata differenza fra Nord, Centro e Mezzogiorno: la forbice è inferiore a 10 euro, variando fra 1.311 euro del Centro a 1.302 euro del Sud;


Osservazioni
Roma, Napoli e Milano sono nell’ordine le tre città più care in Italia; sul versante opposto, centri di provincia come Ascoli Piceno, Terni e Trieste sono più convenienti. Non esiste differenza, quindi, fra Nord, Centro e Mezzogiorno; il costo della vita è normalmente maggiore nelle città più popolose, con qualche eccezione come Torino e Palermo.
 

Confronto con Italia (= 1.306 euro) – maggio 2015
Città Spesa Città Spesa Città Spesa
Roma 1.698 Pisa 1.311 Brescia 1.211
Napoli 1.673 Grosseto 1.268 Palermo 1.204
Milano 1.645 Cagliari 1.257 Pescara 1.199
Firenze 1.533 Perugia 1.235 Verona 1.194
Genova 1.392 Caserta 1.227 Trieste 1.180
Bologna 1.391 Torino 1.227 Terni 1.159
Ancona 1.344 Bergamo 1.226 Ascoli 943
Bari 1.340 Reggio Calabria 1.215    

 
 
Distinguendo per macroaree, la differenza è di pochi euro per lo stesso paniere di acquisti: la vita è mediamente più costosa al Centro; a seguire Nord e Mezzogiorno.
 
 
Vivere a Roma, Milano e Napoli significa avere un costo della vita mediamente più alto rispetto alla media nazionale del 25-30%. In linea con la media nazionale, è Pisa.
 

Confronto con Italia (= base 100) – media 2015
Città Indice Città Indice Città Indice
Roma 129,9 Pisa 100,3 Brescia 92,6
Napoli 128 Grosseto 97 Palermo 92,1
Milano 125,8 Cagliari 96,1 Pescara 91,7
Firenze 117,3 Perugia 94,5 Verona 91,3
Genova 106,5 Caserta 93,9 Trieste 90,3
Bologna 106,4 Torino 93,9 Terni 88,7
Ancona 102,8 Bergamo 93,8 Ascoli 72,2
Bari 102,5 Reggio Calabria 92,9    

 
Rispetto al mese di aprile 2015, si evidenzia una tendenza alla crescita.
 

La differenza con il mese di marzo – dati in %
Città Differenza Città Differenza Città Differenza
Ancona 0% Firenze 0% Pisa 0%
Ascoli 0,2% Genova 0,1% Reggio Calabria 0,1%
Bari 0,1% Grosseto 0,2% Roma 0%
Bergamo 0,2% Milano 0,1% Terni 0,1%
Brescia 0,1% Napoli 0,1% Trieste 0,2%
Bologna 0,1% Palermo 0,1% Torino 0,1%
Cagliari 0,1% Perugia 0% Verona 0,2%
Caserta 0% Pescara 0% Italia 0,1%
           
NORD 0,13% CENTRO 0,07% SUD 0,09%

 
 
Su base annua, il calo maggiore si registra al Nord (-0,11%); a seguire il Centro (-0,06%) e il Sud (-0,05%); su base nazionale la diminuzione è dello 0,1%.
A livello di città, il calo più consistente è a Bologna e Ancona (-0,5%); rispetto all’ultimo rilevamento, quando soltanto Roma e Bari erano in territorio positivo, sono in crescita i capoluoghi in cui si registra un incremento su base annua. Ciononostante, a livello Paese il dato è ancora negativo dello 0,1%.
 

La differenza su base annua – dati in %
Città Differenza Città Differenza Città Differenza
Ancona -0,5% Firenze -0,1% Pisa -0,2%
Ascoli 0,1% Genova -0,2% Reggio Calabria -0,1%
Bari 0% Grosseto -0,2% Roma 0,2%
Bergamo -0,2% Milano 0,1% Terni -0,3%
Brescia 0% Napoli 0,1% Trieste -0,1%
Bologna -0,5% Palermo 0% Torino -0,1%
Cagliari 0,1% Perugia -0,1% Verona 0,1%
Caserta -0,2% Pescara -0,2% Italia -0,10%
           
NORD -0,11% CENTRO -0,06% SUD -0,05%