I NAPOLETANI DA “MANGIAFOGLIA” A “MANGIAMACCHERONI” – La riscoperta di antichi sapori, l’autenticità delle persone che lavorano, la profondità culturale del saggio di Sereni, la competenza dei relatori, è stato questo il leit motiv della bellissima serata a tema che si è svolta sabato 8 novembre a San Mauro Cilento con la presentazione del libro di Emilio Sereni dedicato alla storia dell’alimentazione del Mezzogiorno.GLI OSPITI – All’incontro hanno partecipato: Paolo Cirillo – presidente di sezione del Consiglio di Stato e presidente onorario presso la Fondazione Giambattista Vico; Antonio Della Gaggia – artista; Fabrizio Mangoni – docente di Architettura presso l’Università Federico II di Napoli; Antonio Marchetti – direttore della Cooperativa “Pastai Gragnanesi” e Gianfranco Nappi – presidente della “Compagnia della Qualità” e curatore della riproduzione anastatica del libro di Emilio Sereni. L’intervento dei produttori, che hanno scelto di raccontarsi e raccontare il valore del lavoro della terra ieri e oggi, ha arricchito la serata con storie, immagini e sapori di altri tempi.
“A PRUNO SE CHIAMAVA…” – Angelo Avagliano ha presentato i grani antichi che coltiva con la sua famiglia, composta dalla moglie Donatella e dalle figlie Annarita e Antonia, nella valle di Pruno tra le catene montuose del Gelbison e del Cervati. Le varietà Carosella e Saragolla insieme a tante altre sono state elencate dal produttore una ad una con la suggestiva “cantata di Rusina e la Carusedda” in dialetto cilentano. Per l’occasione Avagliano, contadino contemporaneo per eccellenza, ha preparato il suo eccezionale pane d’arte a tema con la serata: tante “facce da mangiapasta” nella sua “panificazione identitaria” da condividere per riscoprire insieme il valore del cibo e il valore della terra e del lavoro che richiede.
IL RITORNO ALLA TERRA – Antonio Di Gregorio è un produttore sammaurese che ha scelto di motivare e mutare la produzione della sua azienda agricola, legata fino a pochi anni fa solo alla coltivazione della vite e dell’olivo, ritornando alla terra e dedicandosi alla riscoperta di grani antichi. Prediligendo esclusivamente il metodo di produzione biologica e la lavorazione secondo gli antichi usi della tradizione cilentana, coltiva da quattro anni il grano duro Senatore Cappelli, una varietà che per decenni è stata la più diffusa dell’Italia meridionale, e si è raccontato proponendo, tra l’altro, le immagini della semina, della mietitura a mano e della panificazione, rievocando in tutti i presenti immagini e storie dellavita contadina di altri tempi.
IN ARMONIA CON LA TERRA – “Abbiamo avuto con noi – racconta il professore Giuseppe Cilento che ha organizzato la serata con la Coop. Nuovo Cilento e coordinato gli interventi – tanta gente interessata e felice di partecipare ad un evento culturale, di incontrare i produttori di grani antichi, di pane e di pasta, di assaggiare sapori indimenticabili. Il nostro grazie va ancora una volta ai relatori molto competenti per la ricchezza dei loro interventi; ai produttori tenaci, appassionati, capaci di ridarci genuini frutti della terra. Per noi la sintesi della serata è semplicemente una: studiare sempre di più e lavorare sodo e concreto, vivendo in armonia con la terra.”
