RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Amministratori locali e politici locali e nazionali si sono dimenticati che nel 2011 c’è stato un referendum in favore dell’acqua pubblica che abbiamo vinto senza ombra di dubbio. Ben 27 milioni di cittadini sono andati a votare. In seguito si è tentato di scippare questo egregio risultato. Ci ha provato Berlusconi ma non c’è riuscito grazie al ricorso vinto da Vendola, allora presidente della Regione Puglia. Poi il governo Renzi col decreto Madia e le riforme di Del Rio ha cancellato il secondo quesito che dice che non si deve trarre profitto dall’acqua e che quindi l’acqua in quanto essenziale per la vita non ha rilevanza economica. Il sindaco di Chiusano dice che auspica che ACS fallisca in modo che poi si possa privatizzare. E agli RSU di ACS ha risposto con arroganza enumerando le leggi del governo Renzi che parlano di rilevanza economica dell’acqua, cancellata dal secondo quesito referendario. Illustri giuristi, mi hanno detto che il referendum è sovrano e quindi le leggi che lo cancellano sono illegittime. Consiglierei al sindaco di Chiusano di essere meno arrogante e di adeguarsi al referendum perchè questa democrazia, i partigiani la hanno conquistata col sangue e guai a chi ce la tocca. Il popolo italiano nel 2011 ha deciso che l’acqua non deve avere rilevanza economica e chiunque afferma il contrario è fuori legge. E soprattutto noi ( cioè la maggioranza assoluta degli italiani) che abbiamo votato per l’acqua pubblica, non vogliamo che le multinazionali e specialmente quelle francesi contenute in GESESA gestiscano la nostra acqua guadagnandoci sopra e facendo lievitare il costo delle bollette”.

Cordiali saluti
Giuseppina Buscaino