Riccardo Troiano, ventiquattrenne di Minori (costiera amalfitana), è originario di Cava de’ Tirreni. Ha un fratello ed una sorella e pensando a loro scrive: – “Due fratelli non sono due amici. Sono due rami dello stesso albero, che col tempo possono cambiare direzione, ma il loro legame rimarrà in eterno.” Il suo lavoro di poesia “Battito”,  è stato  stampato per le Edizioni “Il papavero”. Marketing d’autore, un marchio editoriale di “OltrePasso” flessibile che lascia scelta e potere decisionale all’autore e presentato all’Università di Fisciano fresco di stampa . Lo si può trovare  sul link:  http://edizioniilpapavero.it/catalogo/marketing-dautore.

Riccardo, diplomato al liceo classico, ha seguito poi gli studi alla facoltà di lettere classiche dell’Università di Fisciano, in Salerno e coltiva l’arte della scrittura a descrivere gli istanti che scorrono e le meraviglie offerte dal mondo.  Tratteggia così la sua pubblicazione: – “Battito. Un libro di versi che divengono voce di sensi, di stati d’animo. Versi che si strutturano in poesie, parole che scorrono a descrivere gli istanti del mio vissuto.”- Ha una pagina Facebook dedicata: -“Questa pagina diviene vetrina dei suoi versi e delle sue righe, condivise e rese note per il puro spirito di rendere al mondo una propria voce, che spesso diviene parola di tanti.”- e una pagina face book dove accoglie i suoi eroi, tra cui Pier Paolo Pasolini che scrisse: -“(…) divoro la mia esistenza con un appetito insaziabile.” e Paolo Borsellino, che ricorda, nella data della sua morte: – “Oggi è il giorno di Paolo Borsellino e della sua scorta, 19 luglio 1992, via D’Amelio, Palermo, grazie.” – e, assieme ad un amico (Luca Galibardi), dedica pensieri al modo con cui Minori sembra non venire incontro alle necessità dei giovani: – “Questo paese è destinato a decomporsi, a diventare il dormitorio di Amalfi in estate e il più grande circolo di anziani in inverno – riempiendo così il lungomare di carrozzine elettriche e i cestini pieni di pannoloni.-.” Dedica, inoltre, pensieri al mese che viene: – “(…) Queste nuvole di settembre spazzano il fragore e la confusione dei giorni estivi e raccolgono a sé le necessità e gli impieghi da sbrigare. Ognuno riordina il ritmo quotidiano e sbriglia l’essenzialità di ciò che appartiene.
In questo paese vuoto resta il vuoto e settembre ridona la possibilità di non mollare la presa del rimboccarsi le maniche a scrollare il superfluo e l’inutile e costruire ciò che davvero è funzionale. Un tempo faticoso che richiede sacrificio e dedizione, ma è proprio ciò per cui siamo chiamati.“
– E alle proprie emozioni: – “Lasciarsi andare significa raggiungere se stessi.” – (Dalla pagina face book.)

E’ un giovane che vive intensamente le sue emozioni e la vita, sia la sua che quella di quanti con la propria, hanno lasciato un segno. A qualcuno è, infatti, dedicato “Battiti”: – “A te che sei inciso nei miei giorni e modelli il percuotere incessante dei miei battiti” – Un essere che deve avere rappresentato molto per lui, che adesso non c’è più.

Nel corso del colloquio/dialogo avuto con lui ho scoperto che gestisce anche una pagina face book dal titolo “Laborintus – Link lettere”, che vanta 1291 follower e, tra l’altro, fornisce informazioni agli studenti universitari, organizza eventi, scambi di libri e molto altro. “Mi osservo e/ mi riconosco./ Allora mi afferro e/ lascio che ancora una volta/ sia la vita/a prendersi cura di me.”- Scrive. Riccardo “non è”, o, almeno, “non è soltanto”, il passato delle sue poesie stampate. Sono (e lo riconosce), una parte di lui. Che però ha lasciato spazi ad altri pensieri, altre emozioni, altre scelte, altre decisioni. E’ un giovane uomo/poeta che sa vivere anche solo con se stesso, però ama e vive la compagnia degli altri. Quelli del passato, che hanno lasciato in pegno la propria vita per offrirla ad un mondo migliore, quelli che, si direbbe, l’abbiano spesa per essere se stessi e non lasciare nulla all’intentato e quelli del suo presente, gli amici e quanti l’accompagnano ogni giorno nel suo cammino di giovane che guarda al futuro. Non vuole restare solo: – “Se ho bisogno/ di te,/ è perché/ di me/ non c’è/ abbastanza./ E allora/ ti cerco e/ ti trovo/ e/ tra le tue braccia/ mi sento tutto./” –  Le poesie, i versi, i pensieri, che ho riportato in questa presentazione dell’autore, non li ho presi dalla sua pubblicazione, piuttosto dai suoi scritti che pubblica sulle sue pagine. Questi sono la prova più evidente che non ci siamo trovati di fronte ad una fonte – poi inaridita – che ha versato, in passato, acqua limpida. Invece, ad un animo che cresce nel corpo di un individuo in continua esplorazione sia di se stesso che degli altri e certamente, fornirà altre solide prove della sua passione poetica.