Nonostante anni fa l’internazionalizzazione del business riguardasse solo le aziende più grandi, l’avanzare della globalizzazione e soprattutto della rivoluzione digitale ha esteso questa necessità anche alle piccole e medie imprese italiane.

Portare il proprio business oltre confine è infatti molto utile per intercettare nuovi mercati in cui vendere i propri prodotti e reperire materie prime a prezzi concorrenziali, ma ci sono diversi altri vantaggi: internazionalizzare la propria impresa può servire a trovare domanda nei confronti di un prodotto o servizio che nel proprio Paese non viene richiesto, oltre ad attirare l’attenzione di fornitori esteri che possono diventare i giusti partner per il proprio business.

Cos’è il co-marketing?

Non si può pensare di operare nel mercato per sempre da soli: in ambito commerciale è anzi molto importante portare avanti delle collaborazioni. Il cosiddetto co-marketing consiste proprio in un accordo di investimento congiunto sottoscritto da due imprese o comunque da due attori di qualsiasi natura, i quali mettendo insieme le proprie risorse attuano strategie o campagne di marketing congiunte che permettono di rendere il proprio marchio più riconoscibile – e quindi far crescere la propria impresa – senza dover spendere troppo. In Italia ci sono diversi esempi di co-marketing, anche tra grandi aziende: si pensi alla collaborazione tra Granarolo e Loacker, a quella tra Figc e Armani o a quella tra Fiat 500 e Gucci.

La scelta del partner adatto va effettuata con cura e richiede alcune considerazioni. Prima di tutto, dovrà essere valutata l’attendibilità del soggetto con cui si vuole instaurare una partnership; a tal proposito bisogna sapere che ci sono degli strumenti appositi online che permettono di effettuare una verifica della partita Iva estera, ad esempio, nel caso in cui il potenziale partner non si trovi nel proprio Paese, e che si rivelano molto utili in questa prospettiva. È poi importante che l’azienda con cui si ha intenzione di collaborare non sia una concorrente diretta, per ovvie ragioni, prediligendone una che “completi” in un certo senso la propria attività, oltre ad essere già abbastanza competitiva nella propria fetta di mercato.

Co-marketing verticale e orizzontale

Quando si decide di instaurare un rapporto di co-marketing si può ricorrere a due tipologie di accordi: verticale o orizzontale. Si parla di co-marketing verticale quando l’impresa con cui si stringe la collaborazione è una propria fornitrice, o viceversa: in questo caso, la partnership mira all’integrazione del lavoro e della produzione di più aziende della stessa filiera, le quali si spalleggiano “verticalmente” per arrivare al consumatore finale.

Il co-marketing orizzontale, invece, si ha quando i partner operano in settori di mercato diversi, ma possono raggiungere meglio una determinata fetta di clientela lavorando congiuntamente; si pensi per esempio a un fioraio e un wedding planner, oppure alla collaborazione tra un copywriter e un designer di siti web: unendo le proprie forze possono raggiungere dei risultati di business molto più soddisfacenti rispetto a quanto farebbero singolarmente.