Di Antonio Guarino – “Poche cose ho voluto dire con la mia pittura, sempre le stesse: il bello sta nel reale, il sogno è dentro di noi”. Con queste parole, consegnate alla storia dell’arte poco prima di morire, domani, venerdì 4 gennaio, alle ore 19, nel Foyer del Teatro comunale “Carlo Gesuado” di Avellino verrà inaugurata la retrospettiva in omaggio all’arte di Carlo Alleva.

“Carlo Alleva, la Musa nel Cuore”, appunto, è una mostra interamente dedicata all’illustre artista irpino in occasione del ventennale della sua scomparsa. La retrospettiva può essere considerata un’antologia pittorica di grande respiro. Una raccolta prismatica e sfaccettata della grande arte del pittore di Lacedonia, che s’inserisce nel cartellone di “Arte in scena”, il progetto di “Teatro aperto” a tutte le forme d’arte, a tutti i linguaggi della cultura e a tutti i talenti che coltivano e difendono il bello, fortemente voluto dal presidente dell’Istituzione Teatro Comunale “Carlo Gesualdo” Luca Cipriano.

In occasione del vernissage della mostra verrà presentata al pubblico anche la monografia “La Musa nel Cuore – Carlo Alleva” curata da Raffaele Della Fera da cui è stata tratta la retrospettiva sul pittore altirpino.

La presentazione della mostra nel Foyer del Teatro “Gesualdo” vedrà la partecipazione del presidente dell’Istituzione Teatro comunale Luca Cipriano, di Raffaele Della Fera, curatore della monografia intitolata proprio “La Musa nel Cuore – Carlo Alleva”, di Nicola Scontrino e Michele Miscia critici d’Arte.

La mostra dedicata a Carlo Alleva rimarrà aperta dal 4 al 31 Gennaio, dal martedì al sabato, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20.

Carlo Alleva nasce a Lacedonia il 5 Settembre 1932. Nel piccolo centro irpino trascorre l’infanzia e la prima giovinezza dipingendo paesaggi, composizioni sacre, ritratti e nudi. Poi si trasferisce nel 1952 a Napoli per frequentare l’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove segue con profitto la “Scuola Libera di Nudo” del maestro Domenico Spinosa.

Nel 1960 con l’opera la “Notte Nuda” fissa i canoni del “Neofigurativismo”, un movimento artistico che si pone in polemica con l’astrattismo, il realismo tradizionale e il realismo propagandistico. Da allora, per Alleva, un susseguirsi di premi e riconoscimenti, sia in Italia che all’estero. E’ nominato membro dell’Accademia di San Luca di Roma, dell’Accademia dei Cinquecento, della Burkhardt Akademie, dell’Accademia Tiberina, dell’Accademia di Montecatini e Presidente dell’Unione Artisti Europei.

 

Si accostano negli anni alla sua arte e ne esprimono positivi giudizi i pittori Emilio Notte e Domenico Purificato e i poeti Alfonso Gatto e Salvatore Quasimodo. Dopo una vita dedicata all’arte, Carlo Alleva si spegne nella città di Avellino il 9 gennaio 1993. Aveva 60 anni.