Anarchitaly. Cinema Espanso e Underground Italiano 1960-1978, il film-documentario di M. Deborah Farina, sarà al Cinema Partenio di Avellino sabato 13 maggio per il ciclo “La voce dell’Autore”:  incontri e proiezioni dedicati ai nuovi registi del cinema italiano, a cura dello Zia Lidia Social Club.

Presentato al “VII Festival Internazionale del Film di Roma” e con una lunga lista di partecipazioni in festival e kermesse tra cui, lo scorso febbraio, in concorso al “Festival Regards sur le Cinema du Monde” di Parigi, Anarchitaly, partendo  dalla retrospettiva “Orizzonti” della “68.Mostra del Cinema di Venezia” e realizzato in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia / Cineteca Nazionale, racconta la storia segreta del cinema underground italiano.  Il documentario si snoda tra interviste in stile cinema-diretto e clip dai film degli artisti-filmmakers che, tra gli anni Sessanta e la fine degli anni Settanta, diedero vita alla maggiore stagione di sperimentazione del nostro cinema : Alberto Grifi , Carmelo Bene, Mario Schifano, Massimo Sarchielli, Augusto Tretti, il Gruppo 70 di Via Brunetti con Marcello Grottesi e Mario Carbone, Mario Scavolini, Axel Rupp.  Alle scene dei film, tra cui il manifesto “Anna” di Grifi e Sarchielli, i corti di Schifano, “Il Potere” di Tretti, “Zoom Track” di Grottesi, “Hermitage” di Carmelo Bene o le commedie ‘noir’ dei Fratelli Garriba, per citare alcuni titoli, si alternano diverse testimonianze e ricordi: da Pilar Castel sul set di “Anna” a Maria Monti attrice per Paolo Brunatto, fino a Nanni Moretti, Ermanno Olmi, Enrico Ghezzi, Tatti Sanguineti, Milena Vukotic e l’allora direttore della Mostra Marco Müller.

La regista Deborah Farina con Anarchitaly, fa sua la lezione del cinema-verità americano insegnatale dal leggendario documentarista Albert Maysles, suo maestro, apportando una personalissima visione pop ai contenuti, che rielabora (dai tagli, alle inquadrature introspettive, ai rimaneggiamenti dei film, alle ri-sonorizzazioni delle scene),  riuscendo a dare uno stile autobiografico rivoluzionario ed ‘anarchico’ ad una materia e un ‘genere’, sulla carta il più lontano possibile da questa svolta autoriale.  “L’idea, che nasce dalla mia passione per il cinema sperimentale”, spiega Deborah Farina “ha fatto si che potessi realizzare un docu-film che potesse riprendere e riesplorare  territori sommersi, bellissimi e poetici da una parte e che, dall’altra, mi permettesse di manipolare liberamente la materia filmica come un pittore con la tela o uno scultore con la creta per quindi rimodellarla emotivamente.  Spero di aver fatto conoscere una storia, di aver portato alla ribalta un cine-racconto che altrimenti si sarebbe disperso tra le pagine patinate del cinema overground.  Anarchitaly e’ il resoconto  di una fondamentale pagina della storia del cinema italiano che ho voluto far volare dal cielo di Venezia in tutto il mondo”.

L’incontro con Deborah Farina e la proiezione di “Anarchitaly” avrà luogo a partire dalle 20.30 (sabato 13 maggio, Cinema Teatro Partenio, Avellino).