Domenica 17 ottobre 2017 alle ore 18.30 presso il complesso San Vittorino è stata inaugurata la mostra fotografica, documentaria e multimediale “ l’Appia Ritrovata “,  un cammino da Roma a Brindisi, del giornalista Paolo Rumiz e compagni.

La mostra dopo l’apertura a giugno 2016 presso l’Auditorium Parco della Musica, ha fatto tappa  nel  dicembre 2016 a Santa Maria Capua Vetere presso il Museo Archeologico dell’Antica Capua, e susseguentemente in Puglia a Taranto,  nel Museo Archeologico Nazionale, a maggio 2017.

 

E’, una produzione del Ministero dei Beni  e delle Attività Culturali e del Turismo, della Società Geografica  Italiana Onlus. In collaborazione con il Conservatorio Statale di Musica Nicola Sala – Benevento. Con il patrocinio del Comune di Benevento e della Regione Campania. Essa intende sancire, la riscoperta e la restituzione al Paese ,dell’intero itinerario dell’Appia Antica, la più grande via europea da Roma a Brindisi.

Ma, lo scopo di questa mostra è anche di mettere in luce il tratto dell’Appia , che, attraversa il Beneventano e quello del Formicoso nell’Avellinese, fino a congiungersi con il sistema tratturale della Puglia. Per recuperare e valorizzare un bene, dal punto di vista storico e culturale.

 

Paolo Rumiz insieme a Riccardo Carnovalini, Antonio Politano, Alessandro Scillitani e Irene Zambon, hanno percorso a piedi tutta l’Appia Antica  da Roma a Brindisi, nel 2015,  a 2327 dall’inizio della sua costruzione, da cui  il libro “ l’Appia Ritrovata “.

 

Sono intervenuti all’inaugurazione, il sindaco di Benevento On. Clemente Mastella, la Dott.ssa Caterina Meglio Presidente del Conservatorio Musicale, il Prof. Filippo Bencardino Presidente della Società Geografica Italiana e il Giornalista Paolo Rumiz.

 

Il Sindaco Mastella ha dichiarato, “ siamo particolarmente lieti di ospitare in città questa importante mostra fotografica, è per noi motivo di orgoglio e di rivalsa. La centralità di  Benevento ai tempi dell’impero era il cuore dell’Italia antica e del mediterraneo  “ .

 

Così , Paolo Rumiz nel suo intervento “ è compito di ciascuno di noi, come cittadini restituire alla Res Publica questo bene scandalosamente abbandonato, ma ancora capace dopo ventitré secoli , di riconnettere il Sud al resto del Paese e di indicare all’Italia il suo ruolo nel mediterraneo.

 

 La mostra, rimarrà aperta per i prossimi tre mesi e l’ingresso al pubblico sarà gratuito.