I Falò tra sacro e profano, alcuni riti e tradizioni collegati al fuoco, affondano le radici addirittura nel periodo precristiano, su cui dopo, in un secondo momento, la religiosità popolare, la Chiesa, ha collegato queste tradizioni, secondo il periodo dell’anno, alla fede cristiana.

Questi riti, di origine pagana, che celebravano il fuoco, il calore, nella parte più fredda dell’anno, la fiamma come momento purificatorio e la luce, nel periodo in cui le giornate sono più corte rispetto al buio della notte, fondamentale è il ruolo primario del fuoco, per purificare, per buon auspicio per il futuro.

Quando i paesi erano più popolati e la desertificazione delle “Terre di Mezzo”, non era ancora sorta, ogni contrada, ogni quartiere, ogni slargo delle comunità della dorsale appenninica e dell’Alta Irpinia avevano il loro falò, il loro fuoco, come strumento di aggregazione e di vita sociale, di celebrazione dell’essere comunità, in uno spirito di condivisione solidale tra la gente, tra i contadini figli di questa terra.

Oggi, le nuove generazioni, nella disperata lotta contro la desertificazione e per vincere la sfida della globalizzazione, rafforzando il senso di identità e di appartenenza, recuperano queste tradizioni, organizzando manifestazioni, anche di un certo livello, non più di quartiere o contrada, ma dell’intera comunità, di paese.

Intorno al fuoco, la tradizione rivive attraverso momenti aggregativi, con canti popolari, balli e suoni della tarantella montemaranese, con piatti tipici   della civiltà contadina, proposta dei prodotti di qualità della zona come l’olio d’olive della Baronia e quella tipicità di Olio di Ravece, il vino aglianico rosso in particolare il Taurasi tra Castelfranci, Montemarano, i peperoni a mò di piccola caldaia, con olio, da strofinare sul  pane, pasta fresca fatta a mano, caciocavallo impiccato, salumi, formaggi pecorini, Carmasciano, il preferito…

Queste manifestazioni collegate al fuoco, ai falò sono diventate, nel tempo, delle opportunità per promuovere il territorio, i suoi siti storico culturali, le sue tradizioni, l’enogastronomia.

Si aprono Castelli, si organizzano mostre, si visitano luoghi importanti con la famosa Abbazia del Goleto a Sant’Angelo dei Lombardi

Il 6 dicembre, in diversi centri dell’Irpinia, i falò saranno accesi in onore di San Nicola, mentre il 7 ed il giorno 8 in onore dell’Immacolata Concezione, in altri posti il 13 dicembre in onore di Santa Lucia, in molti casi, se non in tutti è fondamentale se non esclusivo il ruolo delle Pro Loco, nella promozione di eventi ed iniziative rievocative, di aggregazione e di promozione sociale, culturale ed enogastronomica, antropologie per il recuperare memoria ed identità.

 Castelfranci (AV) dove il 7 e l’8 dicembre prenderà il via la “Notte re la Focalenzia”, giorni di festa, tra folklore, degustazioni, musica, un anticipo del Natale. Questo borgo altirpino offrirà ai visitatori un affascinante spettacolo messo in scena dai fuochi dei falò. Il tutto condito dalle eccellenze territoriali del food&wine. Gruppi folk, vino rosso aglianico, ancora di più il Taurasi, il territorio di Castelfranci rientra proprio nella zona di produzione di questo pregiatissimo vino.

Il programma musicale prevede per il 7/12 DissonAnthika, Monaghan Band, Li Sunaturi ; mentre il giorno 8/12 James Senese – Napoli Centrale

 

 

 

A Volturara Irpina, andrà in scena la gara delle “vampalorie” tra i quartieri del paese, con il premio che sarà appannaggio del falò più grande. L’evento è organizzato ogni anno dal Comitato Festa S. Nicola di Bari nell’ambito dei festeggiamenti in onore del Santo Patrono di Volturara. In ogni quartiere si degustano pietanze e prodotti tradizionali

 

San Nicola Baronia dedica due giorni, il 6 e il 7, di festa intorno al fuoco al vescovo di Myra, San Nicola. Le celebrazioni in onore del santo patrono prevedono la processione del santo per le vie del paese e l’accensione dei falò. Per due giorni, i falò renderanno magica l’atmosfera a San Nicola Baronia, tra degustazioni del peperone a callariell’ ed esibizioni di artisti. Le strade del borgo saranno pronte ad ospitare i mercatini di Natale.

La magica notte dei falò di San Nicola, da qualche anno viene vissuta intensamente nel rinnovato Borgo Fontana, una parte del paese ricca di sorgenti di acqua, una volta presenti gli antichi lavatoi, oggi ristrutturati e recuperati a mò di anfiteatro, si registra il successo di una manifestazione diventata grazie all’impegno dei giovani della Pro Loco, un vero e proprio evento. Piatto tradizionale tipico della gastronomia irpina, collegata alla produzione agricola “li curniciell’ e callariell’”. Peperoni tondi essiccati al sole, riempiti di olio di oliva e fatti scaldare nella cenere calda, poi strofinati su fette di pane, bruschette, da gustare accompagnando il tutto con ottimo bicchiere di vino locale, insieme ad altre pietanze di pasta fresca fatta a mano, prodotti da forno, ecc. caciocavallo impiccato. Nella zona della Baronia, molto qualificata ed importante la produzione di olio di oliva, addirittura c’è la registrazione della tipologia di olio di ravece. L’animazione: Gruppi folk, spettacolo equestre itinerante, Proiezioni di Film e documentari dal tema “Cinema e Fuoco”.

 

Da San Nicola all’Immacolata, il passo è breve, sempre intorno al fuoco.

Il falò di Bonito Focalenzia ngopp a la chiazza, è l’evento che nel giorno dell’Immacolata richiamerà intorno al fuoco l’intera comunità di Bonito e quanti abbiano voglia di conoscere una delle più antiche usanze del paese. L’appuntamento è alle 20.30 in Largo Mario Gemma.

Il falò di Luogosano – il Falò dell’Immacolata, di Luogosano, con il rito dei “Fuochi Allavorati” una tradizione che nasce in onore alla Madonna, affonda le sue radici nel lontano 1854, quando la popolazione locale, in attesa della promulgazione del dogma dell’Immacolata Concezione con la bolla “Ineffabilis Deus” del Papa Pio IX, in preghiera all’aperto per difendersi dal freddo e dal buio, accese dei fuochi.

I Fuochi Allavorati di Luogosano è per il 7 e 8 dicembre 2018 sono un evento   che va dalla Fede, alla Tradizione, alla Cultura passando per l’Enogastronomia.

 

 

Sant’Angelo dei Lombardi-  Li Fafagliuni dell’Immacolata- Dopo il grande successo della manifestazione “La sagra delle sagre” la cittadina di Sant’Angelo dei Lombardi si appresta a vivere la prossima ricorrenza dell’Immacolata, ma non senza fascino. Era antica tradizione dei “fafagliuni” dell’Immacolata che venivano accessi in centro la Vigilia dell’Immacolata mentre, successivamente, nelle numerose contrade il giorno 8 dicembre. Sono rimasti pochi gli slarghi che ospitano la tradizione del falò dell’Immacolata, intorno al fuoco, si raccolgono le comunità, si celebra l’amicizia, si riscopre il senso di appartenenza, si gustano prodotti tipici locali, si “fanno li cunti re na vota”, del passato, si rivive la memoria e si celebra l’amicizia e la solidarietà.

Durante tutto questo intenso periodo l’Abbazia del Goleto resta accessibile ed aperta ai visitatori con la disponibilità della Pro Loco di Sant’Angelo dei Lombardi, che tra l’altro assicura in info pointi di accoglienza, ricettività e d’informazioni per tutta la zona.

Montemiletto –  A Montemiletto si accende il Natale con “Fabula Ignis. Il falò alla corte dei Tocco”, tre giorni di storia, spettacolo e gastronomia ai piedi dell’antico castello della Leonessa. L’evento è in programma a dicembre nel borgo antico di Montemiletto. Comune con un territorio ricco di storia e tradizioni nonché di importanti edifici storici, in primo luogo il castello della Leonessa.

Mugnano del Cardinale   Anche Mugnano del Cardinale celebra la luce ed il fiuoco, attreverso il culto di Santa Lucia -Il 13 dicembre, giorno dedicato a Santa Lucia, la luce brillerà a Mugnano del Cardinale, tra fuochi, riti, canti balli e prodotti tipici locali.

CAPOSELE – Manifestazione “Un Albero per tutti” si terrà nel comune noto per ospitare il santuario di Materdomini San Gerardo e per le sorgenti del fiume Sele e l’avvio dell’Acquedotto pugliese, da qualche anno accende l’albero sicuramente più alto della Campania, il giorno 1 dicembre e poi per tre giorni seguiranno cerimonie, incontri, ma ancora di più prenderà il via il Mercatino di Natale, tra artigianato popolare rurale al settore dell’Hobbistica. Come sempre sono previste pietanze nei locali a sede fissa e ristoranti, osterie ecc. oppure lungo il percorso del mercatino gli stand in itinere. Una pietanza tipica della zona, un primo piatto eccezionale sono “le matasse”.

Morra de Sanctis –Il 13 dicembre è tradizione secolare a Morra de Sanctis in località Santa Lucia la tradizionale fiera con processione, banda e fuochi, in serata spettacolo musicale con pietanza tipica locale “il Baccalà” nelle varie tipologiche proposto in particolare alla pertecaregna.

L’Irpinia, l’l’Alta irpinia, con i suoi paesi abbarbicati sopra i cocuzzoli, con i suoi abitanti figli dei contadini di una volta, con la gente con ansia di riscatto, è ricca di trazioni popolari, folkloristiche ed enogastronomiche, ha un patrimonio inestimabile di cultura popolare, un tesoro infinito di trazioni, di costumi e di modi di gestire, eventi, tradizioni ed enogastronomia.

In direzione della promozione e valorizzazione, va tutto l’impegno del mondo delle Pro Loco e dell’UNPLI Unione Nazionale delle Pro Loco guidate a livello provinciale da Giuseppe Silvestri appassionato del settore tra folklore e del carnevale con le tradizioni popolari, segue, anche come componente della Giunta Regionale della Campania delle Pro Loco, Tony Lucido, punto di riferimento per l’UNPLI.