Oltre 2.000 presenze per la mostra d’arte “ANTOLOGICA Giovanni Battista (1858-1925)”

Si è conclusa, con un successo di pubblico con oltre 2.000 presenze, la mostra d’arte “ANTOLOGICA Giovanni Battista (1858-1925)”, che è stata organizzata in occasione dei 160 anni dalla nascita del pittore romantico avellinese Giovanni Battista. L’evento culturale è stato realizzato dal Comitato per la tutela dell’Opera di Giovanni Battistae dall’Archivio dei pittori irpini del Diciannovesimo secolo con la collaborazione degli Amici del MdAO, dell’Associazione Culturale ACO e del MdAO – Museo d’Arte.

La mostra è stata ideata e curata dal critico d’arte Prof. Stefano Orga con la direzione artistica della Professoressa Michela Femina.

Il curatore Prof.Stefano Orga ha scritto sul catalogo: “L’antologica dedicata al pittore Giovanni Battista non vuole essere unicamente la riscoperta di un artista che merita una più coerente collocazione nel panorama della storia dell’arte irpina, non ancora esteticamente ben definita, ma intende tributare uno splendido omaggio ad un periodo artistico compreso fra gli ultimi decenni dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento.

L’attività artistica di Battista è incentrata sulla veduta paesaggistica, che mostra la sua assoluta ispirazione, di matrice romantica, e la sua elevata competenza tecnico – compositiva, realizzando così opere di alta qualità.

Il direttore artistico Prof.ssa Michela Femina ha scritto sull’elegante catalogo catalogo : “Questa mostra è realizzata per celebrare il 160° anniversario dalla nascita del pittore avellinese. La rassegna ostensiva ha lo scopo di far osservare e conoscere alcuni dei capolavori “nascosti” di Battista, molti dei quali sono inediti ed esposti per la prima volta. L’evento culturale rende omaggio al linguaggio pittorico di Giovanni Battista. Attraverso le varie opere in mostra emerge la grande maestria, l’originalità compositiva e la sapienza coloristica, che è resa molto bene dall’uso del guazzo, dei pastelli, e delle tempere, caratteristiche queste che ne fanno una figura notevolmente interessante nel panorama della pittura napoletana di fine Ottocento e del primo Novecento.