PILLOLE DEL LUNEDI RUBRICA A CURA DI Angela Ruggiero www.gazzettadellirpinia.it

Osteopenia e osteoporosi, l’importanza dell’attività fisica

Provate a mettere in fila sul tavolo da cucina tutti gli ingredienti perfetti per una torta, ma se non la impastate bene, con il giusto movimento, la torta non verrà mai. Lo stesso è per l’osso: potete assumere tutti gli ingredienti: il calcio, il magnesio, la vitamina D, gli estrogeni, eventualmente i calcioaddensanti (alendronati, bifosfonati, ranelato di stronzio e così via), proteine e altre vitamine – ma se non li impastate, se non li attivate con un regolare movimento fisico, la “torta”, ovvero l’osso, non vi riuscirà! L’osso è un tessuto molto dinamico, con operai costruttori (gli “osteoblasti”) e distruttori (gli “osteoclasti”). Si perde osso quando i distruttori lavorano più dei costruttori. Uno squilibrio che si accentua con l’età, specie quando, dopo la menopausa, vengono a mancare gli estrogeni, che sono i più preziosi amici dell’osso. Perché la costruzione continui e sia in attivo, ovvero per recuperare densità ossea, bisogna da un lato fornire tutti i diversi tipi di materiali necessari per la costruzione, dall’altro non solo attivare i costruttori ma anche dar loro consegne chiare su come costruire. E qui vengo ad un punto delicato. Perché l’osso abbia capacità di resistenza, ma anche di elasticità (un buon osso non è affatto rigido, ma conserva un certo grado di duttilità), è indispensabile che i cristalli di calcio si depongano sull’osso secondo precise geometrie. Per esempio, se guardiamo la struttura istologica del femore, vediamo che l’impalcatura è costituita da grandi travi biologiche di collagene, un tessuto connettivo preziosissimo, che si dispongono lungo le linee di forza, per dare all’osso, appunto, la massima capacità biomeccanica di forza statica e (entro certi limiti) dinamica. Mi vengono in mente le colonne di una cattedrale gotica. Ecco che se noi facciamo regolare movimento fisico, non solo queste strutture di collagene si rinforzano, ma il calcio si depone in modo biomeccanicamente ottimale: ecco che allora aumentano in parallelo densità ossea, e quindi la resistenza ai traumi, ma anche l’elasticità. Di converso, se assumiamo calcio ma non ci muoviamo, il calcio può anche andare nell’osso, ma in modo casuale: ecco che allora può aumentare un po’ la densità, ma con aumento parallelo della rigidità e quindi della fragilità. Inoltre, il movimento fisico è indispensabile per la salute locomotoria, che è altro dal solo osso. Per essere autonomi fino a tarda età, e poterci muovere in dignità e sicurezza da soli, abbiamo bisogno che tutti i protagonisti del movimento siano in forma: le articolazioni restano più sane, in noi donne, se assumiamo estrogeni dopo la menopausa e se ci muoviamo regolarmente. Quando muoviamo un muscolo, a livello di placca muscolare lo stimolo nervoso stimola la sintesi delle proteine che costituiscono il muscolo. E il muscolo stimola il rinnovamento delle fibre nervose (“neuroplasticità”). E anche il cervello resta più vigile e allenato, mantenendo una maggiore prontezza di riflessi, essenziale per evitare o minimizzare le cadute. Quindi, sì a tutti gli ingredienti dell’osso, ma poi muoviamoci perché la nostra capacità di abitare dinamicamente la vita continui il più a lungo possibile.

Angela Ruggiero , Esperto in A.F.A, 

studentessa in attività motoria Preventiva e Adattata;                                                                              

Presidente Irpinia Art Music Academy

Vocal Coach, Mental Coach,

Esperto in Musicoterapia, Comunicazione,

Master Practitioner PNL,

                                                angelaruggiero82@gmail.com

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Life Coach Professionista,

Coach Giusto perso per Sempre.  Socio UsAcli