«Senza la musica per decorarlo, il tempo sarebbe solo una noiosa sequela di scadenze produttive e di date in cui pagare le bollette»
Così parlò Frank, Frank Zappa

«La musica è vita, e dà ritmo al tuo tempo, la musica unisce»; e i ragazzi di Radici&Cultura lo sanno bene, perché è la musica ad averli fatti incontrare.

La musica, più di ogni altra cosa, è il filo conduttore: la fotografia, la danza e l’arte in generale sono gli altri importanti pilastri su cui l’associazione si fonda.

Radici&Cultura vanta una guida d’eccezione: Antonio Oristano, alias Lampadread, pioniere della musica reggae in Italia che, dopo anni passati tra Roma e la Jamaica, realtà che gli hanno permesso di diventare uno degli artisti più rispettati nell’ambiente, ritorna alle origini, alle sue radici.

Si, perché Lampadread è figlio di madre e padre 100% felittesi. Ed è figlio anche dei centri sociali, quando associarsi era fondamentale, per rinascere.

Fondamentale così come lo è oggi nell’entroterra cilentano.

Poi c’è Francesco Vairo, giovane musicista laureando al conservatorio e fotografo talentuoso, insieme ad Antonella Pepe, appassionata della musica a 360 gradi, e Talìa Mottola, ideatrice del Festival della Fotografia Sociale, già alla sua quarta edizione.

«Radici&Cultura fa dell’arte il mezzo principale per far conoscere il nostro territorio oltre confine, garantendo ai giovani musicisti ed artisti del circondario e non, di potersi esprimere, garantendo loro i diritti di cui hanno bisogno».

Radici&Cultura unisce e crea intorno all’arte e alla musica aggregazione e formazione usufruendo di tutto ciò che il territorio cilentano mette a disposizione e portando anche da fuori le esperienze che possono essere d’esempio per la crescita intellettuale di chiunque voglia fare della musica e dell’arte la propria ragione di vita.

Il 16 marzo, grazie ai One Love Hi Powa (di cui Lampadread fa parte) e Cool Runnings, all’Angelo Mai di Roma farà tappa, unica data in Italia, il DJ per eccellenza, sir David Rodigan, e Radici&Cultura festeggia così la sua nascita sul territorio.

«L’associazione ti porta a Roma ad un evento che difficilmente dimenticherai, e che fartelo raccontare da altri è davvero una pessima scelta».