RUBRICA GAZZETTADELLIRPINIA.IT: PILLOLE DEL LUNEDI a cura di Angela Ruggiero

Attività motoria preventiva e adattata. Di che si tratta e a chi è rivolta !?

Mi piace iniziare parlando della mia personale esperienza con lo sport e l’attività fisica. Non sono una campionessa in nessuno sport, non ho mai gareggiato in nessuna disciplina, non ho esperienze pregresse relative a sport agonistico, ma sono studentessa iscritta al primo anno della Specialistica in attività motoria Preventiva e Adattata presso l’Università San Raffaele di Roma. Educare all’attività motoria e allo sport è diventata per me una missione. Da bambina, anche molto piccola, ho sempre amato lo sport, eppure ero una bimbetta vistosamente in sovrappeso, anche se agile, dinamica e scattante. Dall’età di 9 anni ho iniziato a sentire il peso del giudizio dei miei compagni di classe e fare l’ora di educazione fisica diventava sempre più difficile. Mollai lo sport perché i miei chili in più cominciarono a diventare un limite. Non riuscivo a correre come gli altri, non riuscivo a saltare come gli altri eppure avevo tanta voglia di muovermi!

Gli insulti, il bullismo, vinsero sulla mia voglia di fare e mi condannarono all’obesità infantile e poi adolescenziale… pesavo 160 chili quando a 19 anni decisi di riprendere in mano la mia vita e a prendermi cura di me, amarmi. Iniziai a camminare, a macinare km, passo dopo passo, avvertivo che dentro di me qualcosa stava cambiando. Il cambiamento è stato prima nella testa!

Lo sport è stato il mio costante compagno di viaggio, mi aiutava a sentirmi leggera e diversa, a cambiare mentalmente, a desiderare di cambiare le mie abitudini, a percepirmi così come volevo essere. Mi allenavo percependomi un’atleta e non obesa! Ho avuto la fortuna di avere incontrato numerosi coach e personal competenti e stimolanti. Probabilmente se qualcuno mi avesse guidato da bambina ad una attività motoria “preventiva e adattata”, non avrei mai abbandonato lo sport, ma oggi sono convinta che la sofferenza che ho vissuto sulla mia pelle, è la mia più grande forza e Resilienza.

Nella vita sono insegnante di canto, e in età adulta, circa tre anni fa, decisi di iscrivermi a Scienze Motorie, un po’ per un riscatto personale, un po’ per trasformare il mio Karma in Missione. Mi sono Laureata a Luglio e due mesi fa ho deciso di continuare la mia formazione presso l’Università San Raffaele di Roma scegliendo proprio l’indirizzo di Preventiva e Adattata, spinta e motivata dalla mia esperienza diretta e dal lavoro di musicoterapia e attività motoria che riesco a svolgere con tanti disabili psichiatrici, fisici e ragazzi down!

Parto dal presupposto che tutti possono fare attività motoria, ma non tutti possono fare la stessa attività e lo stesso sport. Si ha dell’attività motoria un concetto spesso errato, si pensa all’attività motoria come sforzo, sacrificio, agonismo, e si pensa che per fare sport bisogna essere dotati e in perfetta forma e salute. FALSO !!!

L’attività motoria, invece dovrebbe essere pensata come un meraviglioso stile di vita, integrato in un quotidiano equilibrio e benessere psicofisico e studiata rispettando le proprie attitudini, la propria struttura e preparazione fisica, oltre ad altre componenti fondamentali quali l’età, esperienze pregresse, eventuali limitazioni fisiche e altro.

Tutti possono fare attività motoria e, aggiungerei, è un DIRITTO e DOVERE verso noi stessi. Noi abbiamo il dovere di prenderci cura del nostro corpo e della nostra mente…dovremmo trattarlo con estrema cura e amore. L’essere umano nasce predisposto al movimento!

Il nostro corpo è stato creato per muoversi, correre, saltare… e prima ancora rotolare, arrampicarsi (i famosi schemi motori di base, che appartengono alla nostra infanzia).

Il nostro patrimonio genetico è simile a quello dell’uomo primitivo. Noi ci vantiamo tanto del progresso della nostra civiltà dalla preistoria ad oggi, ma dal punto di vista fisico stiamo andando incontro ad un vero REGRESSO!!!

La Rivoluzione Agricola ha portato sulle nostre tavole cibi che non hanno nulla a che fare con il nostro patrimonio genetico (nella preistoria la nostra dieta era composta da carne, ricca di grassi omega-3 e povera di grassi saturi, frutta, verdure, pesce e frutta secca). Da lì in poi tutto è mutato: ad oggi il 90% delle malattie moderne è causato da cibi frutto di quella rivoluzione (successivamente trattati e distrutti dalla nostra società).

La Rivoluzione Industriale ha portato alla sedentarietà nelle fabbriche e negli uffici, piuttosto che al movimento nei campi, ha portato ad azioni ripetitive, alle catene di montaggio e filatoi piuttosto che movimenti funzionali a contatto con la terra e conseguenzialmente al movimento.

L’uomo è sempre più distaccato dalla natura, dallo stretto connubio che aveva con gli animali e la terra, per cercare di dominarla ed inevitabilmente finirne risucchiato.

La natura è vita, l’uomo si è allontanato sempre più dalla vita, cercando di domarla, ma è solo un lento ed inesorabile progredire verso la sua distruzione.

Cosa fa oggi l’uomo moderno?

In prevalenza sedentario, l’uomo trascorre le sue giornate tra macchina, televisione, ufficio, scale mobili. Meno si muove più si sente evoluto e tecnologico!

Mangia male e spesso fuori casa nei fast food:  carboidrati raffinati (che sono uno dei più grossi controsensi che l’uomo abbia mai realizzato, andando a prendere il cereale integrale, togliendone crusca e germe e con esso fibre, vitamine e minerali, per poi raffinarlo ed aggiungerci chimicamente vitamine e minerali), grassi idrogenati (veleno per il nostro corpo, ma risorsa di ricchezza per l’industria alimentare), prodotti vuoti ( coltivati in campi trattati con pesticidi e fertilizzanti che danno vita a prodotti con principi nutrizionali pari a zero).

Ed è per questo che gli integratori dovrebbero correre in aiuto: non abbiamo la stessa quantità di nutrienti dei nostri avi, dobbiamo perciò integrare questo deficit con qualcosa, gli integratori, per non trovarci a dover fronteggiare conseguenze inimmaginabili per noi.

Nella preistoria le uova avevano un contenuto di omega 3 pari al 6%, al giorno d’oggi è di circa lo 0,7%!

L’uomo moderno vive in un mondo inquinato: gas di scarico, fumi industriali, acque inquinate, fumo di sigaretta, cibi trattati chimicamente. Tutto questo tende ad innalzare incredibilmente i livelli di cortisolo in corpo (ormone dello stress), anche perché dorme poco e male e a fare proliferare in corpo i radicali liberi (con conseguenze deleterie dal punto di vista di infiammazioni, tumori, cancro).

Potrei continuare a parlare di cattive abitudini alimentari e stili di vita errati per pagine, ma torniamo all’AFA! Il termine “Attività Fisica Adattata” (AFA) fu introdotto per la prima volta nel 1973 con il termine inglese A.P.A. (Adapted Physical Activity). Federazione Internazionale Attività Fisica Adattata (IFAPA) – Quebec, 1973 Secondo una prospettiva multinazionale si decise di definire l’A.F.A. come segue: “L’AFA si riferisce al movimento, all’attività fisica e agli sport nei quali viene data un’enfasi particolare agli interessi e alle capacità degli individui caratterizzati da condizioni fisiche svantaggiate, quali diversamente abili, malati o anziani.”

9° Simposio Internazionale IFAPA – Berlino, 1989

Le attività di AFA sono caratterizzate da programmi di esercizi fisici non sanitari, svolti in gruppo o “one to one”, sotto forma di corsi di ginnastica appositamente predisposti per persone con patologie croniche, disabilità fisiche o per persone anziane, ovvero per categorie di soggetti definiti “fragili”. Tali attività hanno il compito di combattere l’ipomobilità, favorire la socializzazione e promuovere stili di vita più sani e corretti, nonché di ri-condizionare una persona al termine di un ciclo riabilitativo (ma solo al termine di esso, non prima e le due cose non vanno confuse). Alle persone potrà essere consigliata dal Medico, al pari degli altri consigli per stili di vita salutari.

Le persone a cui viene indicata l’Attività Fisica Adattata devono essere soggetti la cui stabilità clinica e riabilitativa è stata accertata e opportunamente documentata da un’equipe medico-riabilitativa. Le Regioni infatti, nel dare l’avvio a programmi di Attività Fisica Adattata, dovranno anticipatamente indicare ai Cittadini quale sia l’offerta riabilitativa nelle varie fasi (acuta, post-acuta, cronica e di mantenimento), evidenziando che l’Attività Fisica Adattata non deve considerarsi in alcun modo sostitutiva della fisioterapia e tanto meno di qualsiasi altro intervento terapeutico di tipo riabilitativo.

Nuove normative sanitarie propongono protocolli per la prescrizione di Attività Motoria Adattata a persone affette da: Lombalgia, Artrosi, Fibromialgia, Malattia di Parkinson, persone affette da Cardiopatie e Diabete e diverse abilità.

L’attività fisica adattata, non è paragonabile alla fisioterapia, è un percorso diverso, può essere un percorso parallelo, ma non sostitutivo! Noi esperti di attività fisica adattata, seppur provenienti da un percorso e una preparazione a 360° in campo anatomico, psicologico, sociologico, non siamo MEDICI! Il consiglio è comunque di lavorare in équipe rispettando i ruoli.

Con questo vi auguro un BUON ANNO partendo dal prendersi cura di sé

E BUON ALLENAMENTO !

Angela Ruggieo , Esperto in A.F.A

Presidente Irpinia Art Music Academy

Vocal Coach, Mental Coach, Esperto in Musicoterapia,

Master Practitioner, Life Coach Professionista,

Coach Giusto perso per Sempre.  Socio UsAcli   

                                                     angelaruggiero82@gmail.com

 

nella foto, sessione di allenamento con i ragazzi Associazione     italiana Persone down, Avellino

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